Per Trento questo è un periodo di festa: si sono concluse il 26 giugno, giorno di San Vigilio e patrono della città, le Feste Vigiliane.  Feste caratterizzate da rievocazioni storiche come la sfilata del corteo imperiale, la gara degli zatterieri sul fiume Adige, la disfida dei Ciusj e Gobj ma anche banchetti con prodotti tipici da assaggiare, la notte bianca e tante altre attività collaterali.

Trento cosa vedere al Castel del Buonconsiglio

Cosa vedere a Trento città Rinascimentale? Perché non conoscere Trento attraverso il corteo storico? Punto di partenza è il Castello del Buonconsiglio: con Bernardo Clesio, principe vescovo della città, dal Cinquecento in poi divenne la residenza vescovile ed è proprio da qua che il corteo ogni anno durante le feste vigiliane parte.

Il castello è un vero e proprio complesso monumentale formato da varie strutture di epoche diverse, amalgamate in maniera ottima tra loro. La parte più vecchia è il Castelvecchio con il suo mastio e la sua Loggia Veneziana dalla quale è possibile ammirare una stupenda vista sui tetti della città in una bella giornata soleggiata.

In epoca successiva fu aggiunto il Magno Palazzo grazie a Bernardo Clesio nominato proprio poco fa: visse a cavallo tra il Quattro e Cinquecento e fu colui che diede il maggiore impulso culturale, politico ed economico alla città e promotore del Concilio di Trento. La parte più recente, si fa per dire, risale al 1600 con la Giunta Albertiana.

Il castello termina con la Torre Aquila con i suoi dodici affreschi di epoca medievale (anzi undici: il mese di marzo è andato perso in un incendio) che rappresentano i mesi dell’anno e raccontano sia la vita nobiliare che la vita contadina di Trento e dintorni. Non è da meno il fantastico giardino: io l’adoro e cambia aspetto in ogni stagione grazie alle varie piante che lo adornano.

Contrada Todesca

Il corteo esce dal giardino del castello, la destinazione finale è piazza Duomo (la piazza principale di Trento) ma raggiungerla deve percorrere le vie principali della città. Si inizia con via San Marco con la sua chiesa che fa parte di un complesso monastico di epoca medievale; via che ci porta all’incrocio tra via Manci, via San Pietro e via del Suffragio.

Via del Suffragio la troverete alla vostra destra, la riconoscerete per il suo lungo portico e parte della Contrada Todesca che raccoglieva oltre via del Suffragio, anche via San Marco e Piazza della Mostra (proprio di fronte al Castello).

Pensate che questa strada, nel Duecento veniva chiamata Contrada dei Cappellari per via di alcune botteghe artigianali, specializzate in produzione di cappelli ed è nel Cinquecento che venne chiamata Contrada Todesca: era qui che abitavano soprattutto i tedeschi ed era una via molto trafficata per via della forte presenza di osti, guidatori di carrozze e di convogli ed era qua che si fermavano a dormire e a mangiare la gente di passaggio.

I Palazzi Storici di Trento

Lasciamo alla nostra destra via del Suffraggio per percorrere via Manci, una via molto più larga e ariosa rispetto a via del Suffraggio e via San Marco. Con via Manci inizia l’epoca d’oro della città: il Rinascimento.

Grazie ai principi vescovo Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, la città di Trento conobbe il suo massimo splendore ed essi furono gli artefici della trasformazione dell’impianto urbanistico secondo i parametri rinascimentali, ristrutturando o costruendo ex novo i palazzi.

Tra i maggiori palazzi c’è Palazzo Salvadori, prima testimonianza architettonica di questo periodo e costruito intorno al 1515. Una particolarità: successivamente furono aggiunti sulla facciata due medaglioni per ricordare il martirio di San Simonino e vi rimando a questo articolo per approfodire questo argomento molto caldo storicamente parlando.

Altro palazzo è Palazzo Galasso (o del Diavolo), costruito dalla famiglia Fugger e la leggenda vuole che il signor Fugger, per poterlo costruire e sposare poi una bella fanciulla, strinse patto col diavolo. Una volta terminato il palazzo riuscì a liberarsi del malvagio, sposando così la bella donzella e godersi la nuova casa. Per approfondire e dar sfogo alla vostra curiosità, leggete qua.

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Il Corteo Imperiale in via Manci (foto: Feste Vigiliane Trento)

Ultima tappa del corteo è via Belenzani che ci accompagna in piazza Duomo. Questa via probabilmente è il simbolo di Trento legato al Rinascimento ed è grazie a tutti gli affreschi presenti tra via Belenzani e piazza Duomo che la città è conosciuta anche per essere la “città dipinta“.

Nel Medio Evo era caratterizzata  da una molteplici torri e fortilizzi, tanto da risultare chiusa e stretta ma è con il Rinascimento che prende forma l’aspetto attuale. Infatti si dice che fu Bernardo Clesio a farla “adrizzar e salezar”, abbattendo i portici di legno e le torri che la delimitavano ed è per questo che venne chiamata poi Condrada Larga.

A partire dalla fine del Quattrocento, i numerosi palazzi nobiliari vennero abbelliti in modo sfarzoso con gli affreschi. Nel 1673 venne descritta dal Mariani così:
“Contrada Larga si rende in realtà la più spatiosa di tutte, posta in dirittura anche di sito, e i prospetto nobile, havendo Palaggi, e Casamenti continui, che la spalleggiano; ma vi manca il più bello, ch’è il Passo. In occasione però di Prencipi ci si fa cavalcata, e vi si drizzano Archi Trionfali”.

Tra i palazzi di Trento è possibile ammirare Palazzo Geremia e Palazzo Thun, oggi sede del Comune e dei suoi uffici.

Una volta arrivati in piazza Duomo con la sua Cattedrale, il Palazzo Pretorio, la Torre Civica, gli affreschi delle case Cazuffi-Rella e la fontana del Nettuno proprio in centro.

Il duomo di Trento

Il Duomo di Trento è dedicato al nostro patrono San Vigilio e la struttra che è possibile ammirare oggi getta le basi su una vecchia basilica pelocristiana (visitabile) dove sono sepolti tutti i vescovi della città. Il Palazzo Pretorio, proprio attaccato al Duomo oggi è la sede del Museo Diocesano Tridentino e fino al Cinquecento sede del principato vescovile, prima che Bernardo Clesio (si ancora lui!) non spostò il tutto al castello del Buonconsiglio e la Torre Civica che domina la piazza: fino alla scorsa estate era possibile salirci ma un corto circuito ha fatto partire un incendio interno e per motivi di sicurezza è stata chiusa nuovamente; la torre è stata costruita sopra la Porta Veronensis, l’antica entrata alla città in epoca romana.  Ma credo che lo spettacolo più bello sono gli affreschi delle case Cazuffi-Rella: affreschi pieni di storia e simbologia da scoprire.

Dopo questo breve tour, vi aspetto a Trento, augurandomi di avervi fatto venire un po’ di curiosità a visitare questa città!

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Foto di gruppo del Corteo Imperiale (foto: Feste Vigiliane Trento)

Come arrivare a Trento

In auto:

Per auto, moto e camper la via di riferimento è l’Autostrada Brennero-Modena A22, collegata a sud con la A1 Milano-Napoli e la A4 Milano-Venezia. Dalla A22 si diramano le strade statali per raggiungere ogni vallata. La rete viaria del Trentino presenta generalmente strade ampie e comode, e le condizioni di percorrenza invernali sono tenute sotto costante controllo.

In treno:
Tutti i treni a lunga percorrenza italiani ed europei fermano nelle due stazioni principali delle città di Trento e Rovereto.

In aereo:
Chi viaggia in aereo può atterrare a Verona, Bergamo, Venezia o Milano e raggiungere il Trentino in un tempo compreso tra una e due ore scegliendo tra l’autonoleggio, i servizi di bus-navetta o il trasporto ferroviario.