La prima volta che ho visto Desenzano del Garda è stato dal treno. Stavo andando a Milano e c’era una giornata di sole meravigliosa. Uno di quei primi giorni d’autunno che sembrano primavera, anche se ci vuole la sciarpa per proteggersi dal vento freddo che proviene da nord.

Mentre il treno arrivava in stazione rallentando la sua corsa, ho guardato fuori dal finestrino togliendo l’attenzione dal libro che stavo leggendo, ed ho potuto ammirare il panorama che mi stava davanti. Un golfo incantevole e colorato che si affaccia sul Lago di Garda, illuminato dal riflesso del sole sull’acqua. Ad ovest l’altura del Monte Corno e ad est la penisola di Sirmione. Davanti a me il lago in tutto il suo splendore.

Il bello di osservare Desenzano dal treno è che quest’ultimo si trova ad un livello più alto rispetto alla cittadina, e quindi si può apprezzare la zona in tutta la sua estensione. Trattandosi poi del più grande paese del Lago di Garda – con 28.000 abitanti – devo dire che è proprio un bel vedere.

Desenzano “capitale del Garda”

Le città del Garda: curiosità e memorie storiche di Desenzano

Renato Roberti – Desenzano

Le origini di Desenzano sono antichissime: come molti degli insediamenti del Garda si parla addirittura di Età del bronzo. Il suo toponimo deriva dal nome latino di persona Decentius, il proprietario del podere e della villa romana del IV secolo di cui oggi si possono visitare gli scavi. Ma c’è anche un’etimologia popolare: dato che il borgo si estende lungo un declivio collinare, il nome Desenzano viene collegato alla parola discesa.

La città vanta il soprannome di “capitale del Garda”, perché offre la possibilità di un turismo intelligente in grado di unire il divertimento alla scoperta di paesaggi e memorie storico-ambientali molto affascinanti. Un esempio è l’anfiteatro morenico più grande d’Italia che si estende verso sud e che si presta perfettamente a passeggiate rilassanti fra le colline. In più Desenzano è vicina a due aeroporti e a tre grandi città ricche di capolavori artistici, e delle quali abbiamo parlato nelle ultime settimane: Verona, Mantova e Brescia.

Curiosità e tesori nascosti di Desenzano del Garda

Le città del Garda: curiosità e memorie storiche di Desenzano

Giuseppe Kumamoto Mainetti – Desenzano

Desenzano del Garda è la patria di due cittadini illustri: Angelo Anelli, librettista che lavorò con Rossini scrivendo per lui il libretto de “L’italiana in Algeri”; e Sant’Angela Merici, fondatrice dell’ordine delle Orsoline e patrona di Desenzano. La Merici fu proclamata santa nel 1807 da papa Pio VII. Secondo la tradizione, la santa ebbe la visione premonitrice della fondazione della Compagnia di S. Orsola nel luogo dove ora sorge il Mericiarum di Desenzano, un grande parco naturale, oasi di pace e di silenzio.

Una delle testimonianze delle origini della città si trova nel museo civico archeologico: si tratta di un aratro quasi completo risalente al 2000 a.C. È considerato il più antico reperto del genere al mondo. Il museo di Desenzano raccoglie anche manufatti rinvenuti lungo le rive meridionali del Benaco dal Paleolitico all’Età del Bronzo.

Dell’imponente castello che domina la città, costruito a difesa delle invasioni barbariche, restano le mura ed il mastio d’ingresso con i resti di un ponte levatoio. Nel XV il castello racchiudeva ben 120 case ed una chiesetta dedicata a Sant’Ambrogio. Alla fine dell’800 fu trasformato in caserma fino al 1943. La particolarità di questo luogo è che dal mastio si può godere di uno dei più bei panorami sul Lago di Garda.

Nel cuore di Desenzano sorge il Duomo dedicato a S. Maria Maddalena. Forse non tutti sanno che la costruzione barocca fu costruita su progetto di Giulio Todeschini, famoso architetto bresciano del ‘500. Inoltre all’interno del Duomo spiccano le opere di Andrea Celesti, pittore veneto del ‘600, e nella cappella del SS. Sacramento si può ammirare anche “L’ultima cena” di Giambattista Tiepolo, uno dei maggiori pittori del ‘700 veneziano.

Prima di scrivere questo articolo su Desenzano pensavo a cosa ci potesse mai essere di bello, curioso e sorprendente in questa città, oltre al fatto che ha un bel panorama ad un grazioso centro storico. Ora so che ad ogni angolo cela dei tesori che mi hanno lasciata a bocca aperta. Chissà cosa mi riserverà Limone sul Garda, la prossima tappa del mio viaggio intorno al Lago più grande d’Italia.