Chi è il più buono del reame? Se ci sono tante buone ragioni per scegliere, tra i vari oli, l’olio extra vergine di oliva, i motivi si moltiplicano quando ci troviamo di fronte una bottiglia di EVO Dop.

“E, visto che del Garda abbiamo fatto il nostro paradiso, tanto di cappello ai tre volti dell’EVO Garda Dop.”

 “EVO del…MedioEvo?”.

Sì e no, perché l’acronimo di ExtraVergine di Oliva dubitiamo fosse usato nel V secolo d.C.  Tuttavia, proprio in quel periodo l’olio del Garda si distingueva per la sua prelibatezza e nell’Alto Medioevo “4-6 kg di olio gardesano valevano quanto un maiale molto grande”.

Volete che i nostri progenitori non avessero intuito qualcosa di particolare per limitare, in tempi di carestie, la quantità di gustosa carne e di prosciutti?

Oro di fatto.

Olio extravergine d'oliva del Lago di Garda delle mie brame

Consorzio di tutela dell’Olio Garda Dop – Foto Mauro Fermariello

Nella nostra “gioielleria” del food Gardense e, in generale, in Italia, la Dop è la Ferrari dell’agroalimentare. Non solo perché un prodotto a Denominazione di Origine Protetta impone il rispetto di un rigido disciplinare di produzione da cui non si scappa, ma anche perché certifica la natalità di un’eccellenza solo ed esclusivamente in quel territorio e non altrove.

La tracciabilità dopo rigorosi controlli viene siglata da un contrassegno numerato su ogni bottiglia e tanto piace l’Oro del Benaco – per citare il concorso a lui ispirato – che rientra tra le prime cinque realtà olivicole italiane Dop. Merito anche dell’habitat della Riviera degli olivi: protetto dai monti e con un clima simil-mediterraneo il Garda Dop è patrimonio di 67 comuni in quattro province, Verona, Mantova, Brescia e Trento.

Le olive sono delle varietà Casaliva, Frantoio e Leccino, presenti in diverse percentuali in tre sottozone: Garda Bresciano Dop, Garda Orientale Dop e Garda Trentino Dop dove troviamo anche la cultivar Pendolino. A ognuna il proprio gusto caratteristico.

Il Presidente del Garda Dop Andrea Bertazzi

Incontro il Presidente del Garda Dop Andrea Bertazzi facendo una delle chilometriche passeggiate lungolago da Lazise a Brenzone.

Le sue parole rassicurano, l’annata 2016-17 è molto buona: prepariamoci quindi a visitare lieti i frantoi e, in particolare, ad acquistare l’olio nuovo una settimana prima di Natale.

Peccato che ce ne sia meno di quello che si vorrebbe perché il Garda è un grande lago ma la resa produttiva dell’EVO Garda Dop è limitata. Un litro costa sui 20 euro, il che potrebbe far allarmare il portafoglio.

Ma il motivo è presto detto: non solo parliamo di un olio di elevata qualità organolettica, al centro di un progetto di ricerca scientifica ad hoc, l’Oligar,  con acidità massima che non supera lo 0,5%, ma di un alimento che, utilizzato al posto di altri grassi saturi, è un aiuto contro il colesterolo cattivo e problemi arteriosi, oltre che ricco di vitamina E e di composti biofenolici.

Caratterizzato da rinomate proprietà anti-invecchiamento per la presenza di antiossidanti, è una panacea per l’apparato digerente e contrasta l’insorgere di determinati tumori e di osteoporosi. Ne bastano poche gocce, e alcuni sapienti consigli.

Come sa tentare: piccole differenze.

Il colore sfuma dal verde al giallo, il profumo è fruttato, medio o delicato, se lo si assaggia si avverte un sentore dolce e un tipico retrogusto di mandorla. Una sinfonia di fragranze e profumi in equilibrio, insomma, con alcune tipicità in base alle microzone di produzione.

Teniamo presente che il Garda Orientale Dop è leggermente amaro-piccante ma è il più dolce tra i tre. In escalation di sapore si va dal Garda Bresciano Dop al deciso Garda Trentino Dop.

Olio extravergine d'oliva del Lago di Garda delle mie brame  Olio extravergine d'oliva del Lago di Garda delle mie brame

Consorzio di tutela dell’Olio Garda Dop – Foto Mauro Fermariello

Il re della cucina benacense.

A tavola anche gli abbinamenti gastronomici sono differenti: l’Orientale è perfetto per pesci, verdure e dolci (al posto del burro), il Bresciano preferisce carni bianche o tagliate di manzo, formaggi freschi o semi-stagionati, bruschette. Il Trentino, infine, si abbina con piatti più strutturati come la carne salada, una fiorentina o il luccio in salsa.

In generale, come attesta lo scrittore e giornalista Luigi Caricato nel libro “Olio di lago – Garda Dop” (ed. Mondadori)  il Garda Dop si usa a crudo o in cottura e si abbina a numerose ricette.

Si va da piatti a base di pesce di lago a carni, carpacci, di carne e di pesce, carne salada, pinzimoni, verdure cotte e crude, salse, bruschette e a formaggi magri o stracchino.

Si può usare anche per preparare dolci, abbinato al cioccolato, e per sorbetti e gelato. Un fuoriclasse, insomma: per accorgersene basta fare una prova di degustazione da solo o, più spartanamente, su un pezzo di pane. E l’EVO Garda Dop comincia a raccontare la sua storia pregiata ogni giorno.