Qui dove si è fermato il tempo: scopriamo il “Rustico Medioevo” di Canale di Tenno

Pochi luoghi al mondo possono affermare di esser rimasti uguali a se stessi come al tempo del Medioevo. Considerato, spesso a torto, un periodo buio e privo di attrattive, il Medioevo italiano ha regalato al Paese una storia, una letteratura e un insieme di arti davvero poco paragonabili alle altre realtà europee.

Ed è proprio per questo motivo che, ogni anno, il pittoresco borgo di Canale di Tenno in provincia di Trento e annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Rustico Medioevo 2017, appuntamento con la storia a Canale di Tenno dal 12 al 20 agosto

Foto Alessia Bortolameotti ( Alessia_b71 instagram)

Canale di Tenno deve il suo successo, oltre alla particolare posizione panoramica tra l’altopiano di Fiavè e Riva del Garda, proprio al suo aspetto così tipicamente medievale, grazie alle sue quattro stradine che convergono sulla sommità della piazza, abbellita con case e edifici in pietra.

L’attesa manifestazione del Rustico Medioevo di Canale di Tenno, infatti, ha il pregio di far rivivere il periodo, celebrando l’avvenimento con i costumi tipici, illuminando le vie con le fiaccole e preparando i cibi classici della tradizione.

Rustico Medioevo – Canale di Tenno: un binomio inscindibile

Se, dunque, vuoi rivivere un periodo così amato e detestato, a seconda dei punti di vista ovviamente, Canale di Tenno è il luogo giusto per te. Per quest’anno, i festeggiamenti andranno dal 12 al 20 agosto, con celebrazioni previste dalle 12.30 fino alle 22.30.

Tra vicoli stretti e lastricati, portici e casine di pietra addossate le une alle altre, potrai immergerti in un’atmosfera da favola, ricca di intense suggestioni. Ciò che, soprattutto, ti colpirà è la maestria grazie alle quale il Medioevo è fatto rivivere sin nei più piccoli dettagli. Le luci delle strade e delle piazze vengono completamente spente, per lasciar spazio alla tenera luce delle fiaccole fiammeggianti.

Il tempo sarà scandito da giullari, cantastorie sbandieratori che, come portatori di liete novelle, sventoleranno bandiere e stendardi per annunciare l’apertura dei mercati, le giostre in piazza e le esibizioni di maghi, cartomanti e ventriloqui.

In uno scenario mozzafiato, con il lago di Garda sullo sfondo, le montagne a far da cornice e il lago di Tenno conosciuto per i riflessi smeraldini delle sue acque e il piccolo isolotto al centro, vivere il Rustico Medioevo di Canale di Tenno, significa assaporare la magia di un tempo ormai andato, toccando con mano i suoi usi e i suoi costumi che, grazie alla gente del luogo, possono rivivere oggi per dar lustro a un periodo troppo spesso bistrattato.

Come vivere al meglio il Rustico Medioevo di Canale di Tenno

Le premesse per un viaggio indimenticabile sul lago di Garda ci sono già tutte. Ma come si può diventare parte integrante di un appuntamento così intenso e suggestivo? Benché il programma del Rustico Medioevo vari anno dopo anno, gli appuntamenti più seguiti sono quelli che hanno reso celebre l’evento in tutto il mondo.

Il borgo apre le sue porte ai turisti con il grande spettacolo di magia adatto a tutti, sia adulti sia bambini, grazie alla presenza di un misterioso “divinatore” che legge il futuro all’interno di una palla di cristallo, proseguendo poi con i fachiri che camminano sul letto di chiodi e con mangiatori di fuoco che illuminano le viuzze del centro storico.

Se, poi, il ventriloquo non manca mai di lasciare a bocca aperta soprattutto i più piccini, i più grandi potranno assistere ai melodiosi concerti di musica medievale, animati da musicisti in abiti tradizionali con gli strumenti dell’epoca. E’, poi, la volta di acrobati e artisti circensi che si lanceranno in complicate acrobazie volanti, con contorsioni e salti mortali e di premiare in piazza il miglior balcone fiorito e la più spettacolare torta preparata in casa.

Ma il legame Rustico Medioevo – Canale di Tenno si rinsalda anno dopo anno, anche grazie alla preparazione dei piatti tipici dell’epoca. Protagonista assoluta la peverada, o peverà, trentina, realizzata con pane raffermo, grattugiato, cipolle in abbondanza, lucanica del Trentino, sale e pepe. Accompagnata da porzioni di polenta con salsiccia e cinghiale, carré di maiale, trippa in brodo e salumi vari, la peverada è il simbolo indiscusso di un’epoca ancora sentita.