Per la stragrande maggioranza delle persone, Salò è un luogo della memoria: appartiene alla nostra storia recente, e lì viene relegata. Lo capisco quando mi dicono “Sei stata a Salò?…” con un’espressione tra lo stupito e l’incredulo, quasi che i trascorsi storici impediscano di godere della splendida cittadina che è oggi, senza riportarsi ad essi.

Salò e il Lago di Garda

Salò è intensamente lago di Garda. Lo capisci quando percorri la statale tutta tornanti che ti porta verso il centro e, anche se è la centesima volta, il colpo d’occhio sul golfo ti lascia senza fiato, in ogni stagione. La vista riassume tutte le caratteristiche del Garda: dolci colline che qui diventano monti, l’acqua del lago in cui si si riflettono case, alberghi e ristoranti, il Monte Baldo che fa da fondale, e in inverno, quando è incappucciato di neve, regala un motivo in più per scattare foto che sembrano cartoline di un tempo.

A Salò, con un po' di follia (al museo)

Una visita di Salò, anche se breve, deve prevedere una bella camminata sulla nuova passeggiata a lago. 3 km all’andata, 3 km al ritorno, su passerelle di legno o di metallo che toccano spiaggette e pontili, passando per il nuovo porto (costruito nel 2004) della Società Canottieri, dove non è difficile trovare dei giovanissimi su Optimist in procinto di salpare.

A Salò, con un po' di follia (al museo)

Il percorso, che segue la linea del golfo, offre in continuazione scorci diversi per selfies e foto panoramiche.

Nel bel mezzo del lungolago vediamo il monumento al cittadino forse più illustre, Gasparo da Salò, secentesco “maestro di violini” e di contrabbassi: questi ultimi, preferiti dai virtuosi di tutto il mondo – per le loro potenti e duttili sonorità – a quelli di Stradivari. L’onnipresente D’Annunzio ‘firma’ la scultura con un commento – va da sé – molto dannunziano…

A Salò, con un po' di follia (al museo)

La Riviera del Limoni

Siamo all’inizio della cosiddetta Riviera dei Limoni. Il clima mediterraneo della zona favorisce questo tipo di coltivazione, da qui a Limone del Garda.

Ma Salò è anche la città della famosa Cedrata Tassoni. Così, lasciando il lungolago per la strada interna parallela, troveremo le vetrine di Vassalli con limoni e cedri, a sottolineare ogni sorta di prodotto che da essi deriva. Limoncelli, caramelle al limone, cedrate, scorze candite… e, naturalmente, troveremo anche un corner Tassoni, dove sarà possibile consumare un drink a base di cedrata o di altri prodotti storici della casa, ammirando vecchi poster che rimandano a un secolo fa.

Se il lungolago vede la prevalenza di bar e ristoranti che godono di un affaccio privilegiato, per la gioia dei turisti, la parallela interna offre una lunga serie di negozi di ogni genere, tutti caratterizzati da un’offerta di alta qualità. Accanto alle vetrine che propongono già la collezione autunno-inverno delle più famose firme di abbigliamento, si può trovare il negozietto che ci riporta all’estate con vestitini, sandali e costumi alla maniera di Saint Tropez…

A Salò, con un po' di follia (al museo)

Per gli amanti dello shopping in ogni sua declinazione, da non perdere il mercato settimanale del sabato mattina. Bancarelle per tutti i gusti con ottima scelta anche di prodotti alimentari.

Tante “scalinatelle” collegano la strada dello shopping alla parte più alta della città: e qui è d’obbligo una tappa al MuSa (Museo di Salò), inaugurato nel giugno 2015, con la ‘mission’ di divulgare ai visitatori l’identità della città, i suoi tesori, il suo contributo alla storia nazionale. Collezioni artistiche permanenti, collezioni scientifiche, mostre temporanee. Quella attualmente in corso (fino al 19 novembre) si intitola “Museo della Follia, da Goya a Bacon“.

Curata da Vittorio Sgarbi, è così presentata: “Entrate, ma non cercate un percorso: l’unica via è lo smarrimento”. E così è. Goya, Bacon, Ligabue, e perfino un’inedito olio di Adolf Hitler in cui lo stesso Sgarbi trova “non la grandezza, ma la miseria”. Reperti e dipinti provenienti da ospedali psichiatrici colpiscono il visitatore lasciandogli una sorta di necessario malessere. Sicuramente una mostra unica nel suo genere, da non perdere.

A Salò, con un po' di follia (al museo)

Si esce respirando profondamente, in cerca di appagamento nel cibo. I turisti mordi e fuggi hanno sul lungolago l’imbarazzo della scelta: un toast, un panino o una pizza saranno disponibili a ogni ora. Se il vostro è invece un turismo a 360º, occorrerà cercare un indirizzo dove il Garda si sveli in tutta la sua varietà. So di far torto a molte altre insegne, ma mi piace segnalarvi L’Osteria Di Mezzo: in posizione un po’ defilata (e questo è già un pregio), è ricavata in un antico fondaco.

Il menù è un mix di genuinità e territorialità, dai primi al pesce, ai formaggi, agli ottimi vini della zona. Unica nota negativa (peccato!), i nostri amici pelosi non sono ammessi. Ma vale comunque una visita.

Salò, votata al turismo di qualità, offre un ricco cartellone di manifestazioni ed eventi, consultabili al sito www.prolocosalo.it. Concerti di classica e di jazz, teatro, “Romantic Blue Night” ogni venerdì sera. Spettacoli con nomi come Lopez e Solenghi, o Uto Ughi a inaugurare l’Estate Musicale del Garda. Qui, ogni sera può essere ben impegnata.

Un consiglio? Buttate la mappa e perdetevi camminando. Anche a naso in su, certo. Non sia mai che vi perdiate un dipinto su un muro, in stile Art Nouveau, realizzato da una mano che sembra quella di Alfons Mucha

A Salò, con un po' di follia (al museo)