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Nell’arte tutto è possibile…Anche impacchettare monumenti o cose monumentali, come tanti bei regali di Natale!

Questo è quello che fa Christo, artista, che stupisce e meraviglia gli uomini con le sue grandiose istallazioni.

Nasce in Bulgaria nel 1935, studia pittura, disegno, scultura e architettura a Sofia, poi va a Praga e da lì riesce a sfuggire al blocco dei paesi sovietici e dopo vari viaggi arriva a Parigi.

Christo ci farà camminare sull'acqua - The Floating Piers  18 giugno – 3 luglio 2016

Nel 1958 conosce Jeanne-Claude, con cui nasce un sodalizio artistico, oltre che un legame sentimentale molto forte. Nella capitale francese rinuncia al suo cognome slavo, per utilizzare unicamente il suo nome e sotto la cui “sigla” lavorerà in coppia con Jeanne-Claude: lui l’artista, lei, scomparsa nel 2009, l’organizzatrice.

In Francia inizia con l’impacchettare piccoli oggetti, lattine, bottiglie, sedie, mobili, macchine e anche persone vive, influenzato dall’arte Dada, Man Ray e Joseph Beuys, che conosceva personalmente.
E a Parigi susciterà l’interesse di Arman e Yves Klein, unendosi a loro nel Nouveau Realisme.

Piano piano inizia però l’interesse per opere sempre più grandi e monumentali, che porterà il loro tipo di arte ad essere conosciuto a livello mondiale e ad avvinarsi meglio alla corrente della Land Art (intervento diretto dell’artista sul territorio).

Ma capiamo meglio le sue scelte artistiche.
La filosofia di Christo è dare alle persone esperienze forti e, per così dire, fuori dagli schemi e naturalmente esterni ai normali luoghi deputati all’arte, quali sono i musei.

Così impacchetta palazzi, monumenti, mura, valli, isole…
Le sue opere sono anche forti denunce in nome della libertà.

Il suo è un gioco di prestigio, dove in realtà quello che è nascosto, viene per paradosso messo in risalto.
Alla fine il soggetto esiste, ma tolto al nostro sguardo, rivela tutto il vuoto che lascia.

Tutto è effimero e anche le sue ciclopiche opere, alla fine ci restituiscono quello che ci nascondevano, facendoci riflettere, però, su come sarebbe stato se non ci fosse mai stato.

A breve il lago d’Iseo sarà il nuovo scenario, dove l’artista srotolerà una passerella galleggiante tra i paesi di Sulzano e Montisola (l’incantevole isoletta che si trova proprio al centro del lago), dove i visitatori potranno avere la sensazione “miracolosa” di camminare sull’acqua.

Si tratta di una “passeggiata” della lunghezza di oltre 4 km composta da elementi combinati tra loro come le tessere di un puzzle e fasciati da una copertura di tessuto giallo-arancio.
Dove il colore del tessuto, impiegato anche per altri generi di “impacchettamenti”, non è casuale, ma scelto appositamente per il contrasto con le acque del lago e il paesaggio circostante.

L’opera The Floating Piers è concepita da Christo e Jeanne-Claude nel 1970, decisi a realizzare una banchina sospesa a pelo d’acqua.

La prima location selezionata è l’Argentina, sul Río de la Plata, ma la coppia non ottiene i permessi necessari. Venticinque anni dopo anche il Giappone, la Germania e altre nazioni negano l’autorizzazione.
Nel 2014 Christo riconosce il Lago d’Iseo come l’ambientazione più suggestiva per realizzare la sua visione.

Un ruolo fondamentale nello spianare la strada alla realizzazione del progetto, finanziato attraverso la vendita di opere originali dell’artista, lo ha svolto l’amico, Germano Celant.

“Questo progetto – ha detto Christo – coinvolge qualcosa che mi piace moltissimo: l’acqua. E il collegamento tra l’acqua stessa e la terra. Rapporto che, a sua volta, permette di giocare con la fluidità, da una parte, e la rigidità, dall’altra”.

Qualche numero basta a descrivere l’impatto, che l’installazione avrà sul territorio. Sono attesi 500 mila visitatori in 15 giorni e l’intera progetto, come già detto, totalmente finanziato dall’artista, darà lavoro a 750 persone.

Perché con l’arte a volte si mangia!
«Christo ha fatto il miracolo…» sorride Fiorello Turla, sindaco di Montisola, borgo che di solito garantisce 250 posti letto ma che per l’occasione ne offre 750: chiunque ha una stanza libera ha dato la sua disponibilità, attrezzandosi al volo.

E alla fine una riflessione su cosa sia l’arte, se non far vedere alle persone cose che normalmente non vedono e aiutarle sicuramente a provare stupore, modificando radicalmente una realtà che tutti diamo per scontato.

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