Se venissi rapito dagli alieni e rispedito a terra senza un rene e con la memoria cancellata, esiste un solo posto al mondo che non farei fatica a riconoscere.

È Riva del Garda. Specialmente durante il bike festival.

Considerazioni di un biker post Bike Festival 2018

 

Ho fatto questa bizzarra considerazione questa mattina quando, attraversando Torbole, ho incrociato una Porsche 911 con due bici sul tetto. La vettura in questione era di un (bel) colore rosso pastello, il che ineluttabilmente mi ha fatto pensare ad una targa tedesca, nonostante non sia riuscito a vederla. Ho sorriso, mi sono sentito decisamente a “casa” – modalità Bike Festival ON – ed ho iniziato di buon umore la mia giornata all’esplorazione della Fiera della Mountain Bike che da 25 anni esatti si tiene sulle sponde del lago e popola di variopinti rider le vie del centro di Riva del Garda.

Non che solitamente manchino i rider a Riva, ma durante il Bike festival se ne vedono in proporzione decisamente maggiore rispetto al solito.

Considerazioni di un biker post Bike Festival 2018

La passeggiata lungolago dal porto San Nicolò fino ai padiglioni della fiera è sempre piacevole, con la Ponale a tagliare il profilo del monte sulla sponda ovest del lago, ed un universo di persone intente alle più svariate attività fisiche, dato che l’alto Garda trentino resta a tutti gli effetti luogo di attività e sport outdoors per eccellenza.

Considerazioni di un biker post Bike Festival 2018

Il tutto avviene senza alcun intoppo, neppure – come stamattina – in un giorno festivo alle 9 di mattina: siamo fatti per muoverci e per interagire, ciascuno alla sua velocità e ciascuno traendo giovamento da ciò che preferisce fare.

L’energia positiva che si percepisce su quel lungolago dove convivono bikers e runners, bambini, anziani, fieri cinofili a spasso col loro migliore amico, velisti muscolosi, ragazze abbronzatissime, famiglie con neonati nei passeggini… beh, quell’energia dovrebbe far riflettere – magari dopo averne respirata a pieni polmoni parecchia – chi abbia sempre da pretendere che le proprie istanze siano più importanti e prioritarie di quelle degli altri.

Gli altri siamo noi, diceva una canzone, ed io stamattina stavo benissimo nei panni miei perché sentivo che altri stavano bene nei propri.

Considerazioni di un biker post Bike Festival 2018

Ma veniamo alla fiera vera e propria.

Il format è sempre lo stesso: toccare con mano un po’ di tutto, in un clima informale.

Considerazioni di un biker post Bike Festival 2018

I costruttori presentano i prodotti e ove possibile li fanno testare: biciclette in prevalenza, ma anche qualche stand di abbigliamento e accessoristica, caschi, occhiali e via dicendo.

Immancabili le aree dei big della componentistica – trasmissioni e sospensioni – che in alcuni casi fanno anche service diretto, io ad esempio mi sono portato i pedali e prima di uscire li ho ritirati belli revisionati pronti per un altro anno di avventure.

Senza alcun dubbio quest’anno l’evento è stato dominato dalla presenza di mountain bike a pedalata assistita, segno che lo sviluppo della tecnologia che sta mettendo sempre più persone in sella ad una bici, riscuote un successo enorme anche fra coloro che fino ad oggi hanno continuato a pensare ad utilizzare esclusivamente mezzi meccanici non assistiti.

In questo senso, mi ha non poco stupefatto la situazione al gate di ingresso della fiera, che poco prima dell’apertura dei cancelli (in realtà cancelli non ce n’erano, ma con teutonica precisione nessuno si azzardava a varcare la soglia virtuale dell’area fieristica) ha visto accalcarsi parecchi rider ansiosi di arrivare per primi allo stand del marchio preferito per accaparrarsi una “test-bike”.

Indipendentemente dalle considerazioni tecniche relative al peso, alla durata della batteria ed all’effettivo range di utilizzo, o di effettiva opportunità sull’acquisto di questo tipo di prodotti, la materia E-MTB sta tenendo banco nelle conversazioni con tutte le persone appassionate di ciclismo con le quali abitualmente pedalo.

Recentemente ho avuto anche l’occasione di far provare prodotti di questo genere a totali neofiti della bicicletta, con il risultato di vedere nei loro occhi e nei loro volti sorridenti, già dopo pochissime pedalate,  l’entusiasmo di quando da ragazzini hanno imparato ad andare in equilibrio, finalmente senza le rotelle.

Questo significa a mio avviso che, mettendo da parte il dibattito fra ciclisti abituali sostenitori o detrattori  delle “elettriche”, andare in bici di per sé resta una attività ludica che mette le persone nella condizione di sentirsi padroni della propria vita ed emozionarsi per il semplice fatto di guidare un mezzo che riporta bambini e fa sentire liberi: per questo aspetto, benvenuta bici a pedalata assistita!

Considerazioni di un biker post Bike Festival 2018

La colonna di auto al rientro mi ha riportato alla dura realtà: per quanto ormai la bicicletta potrebbe essere un mezzo veramente alternativo anche per brevi viaggi, un tempo impensabili ai più (le MTB elettriche che ho provato io possono arrivare a percorrere anche 70km in modalità “eco”, quindi con l’assistenza al minimo ma ben percepibile, credo che mezzi da cicloturismo superino facilmente i 100km di autonomia) siamo ancora tutti vincolati al nostro stile di vita di automobilisti cronici, ansiosi di partire dal punto A per raggiungere il punto B nel minor tempo possibile del tutto incuranti della bellezza del tragitto da A a B, che – in bici – probabilmente ci stupiremmo di scoprire così affascinante.

Extraterrestreeeeee pooortami viaaaaaa……… ma questa è un’altra canzone!