La “mia” ciclopedonale di Limone sul Garda

Facciamo chiarezza sin da subito: un’opera di questo livello ingegneristico non la si poteva pavimentare in legno: tra le tante cose dette e non dette anche questa va sfatata, è cemento, c’ho le prove, e da più vicino di così la “passerella ciclopedonale sospesa sulle acque” non ve l’ha mai mostrata nessuno. Punto!

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
…più da vicino di così…

Questa era senza dubbio la mia più grande domanda in merito ai 1850 metri più famosi e raccontati del Lago di Garda, sin dall’epoca in cui Gabriele D’Annunzio sfrecciava sulle acque davanti a Gardone a bordo del MAS o forse persino sin da quando Catullo decantava Sirmione nella sua poesia.

Non ho traghettato dalla stupenda Malcesine soffermandomi un’ora a visitarne il Castello Scaligero o il Palazzo dei Capitani, chiedendomi se qui la ciclabile passerà davanti o dietro a questi monumenti.

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Il Castello scaligero di Malcesine

Non ho percorso il lungolago da Cassone a Val di Sogno con l’espressione sognante di un bambino davanti ai doni natalizi, perché qui di fatto la ciclopedonale già esiste (ma coincide sostanzialmente con la spiaggia).

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Cassone
la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino

Non ho attraversato Campo di Brenzone (si, lo ammetto… per questa escursione son partito un po’ da lontano e dall’alto…) chiedendomi se – per caso – da questo borgo diroccato e dimenticato passerà qualche chilometro dei 140 che “molti” pensano di percorrere in bicicletta facendo il giro del Lago di Garda tra pochi mesi.

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Arriverà mai qui su la ricchezza della ciclabile?

Non ho colto il labiale del vigile urbano a cui ho chiesto “Per la cic…” poiché, volgendo lo sguardo altrove, già mi indicava la via con gesto che si lasciava interpretare in ben altri sensi.

Non ho fatto caso alla quantità di persone, peraltro modesta forse dato il caldo piuttosto elevato,  che con bicicletta a spinta percorreva la stupenda via Reamol che dal centro della stupenda Limone, attraverso un saliscendi con stupendi scorci mediterranei, pian piano conduce all’inizio della mia meta del giorno: la “ciclopedonale sospesa sulle acque”.

Non ho fatto nulla di quanto sopra perché avevo un obiettivo dominante: vederla, toccarla, viverla.

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Safety first!

E finalmente, essendoci stato, posso descrivervi nei più minuziosi dettagli questa esperienza. L’ho anche filmata, per non perdere nulla del sogno che si è realizzato!

Nell’ultima mezz’ora mi sono riguardato il filmato 5 volte e ancora non sono stanco…

A dire il vero nella medesima mezz’ora ho avanzato anche il tempo per un caffè e ho mandato due whatsapp.

Si, perché la “passerella” è bellissima, ma anche cortissima: è pur vero che, e qui freno ogni mia fraintendibile opinione ed ogni possibile attacco polemico, “il vino buono sta nelle botti piccole”.

Ricapitolando la mia giornata:

ore 10,30 circa sono partito da San Zeno di Montagna diretto a Campo (vuoi non mettere in conto almeno un sentiero mattutino e una salita al rientro? Ok che è domenica, ma non esageriamo con le cose easy).

Da Campo ho tenuto il sentiero alto che raggiunge Boccino, Castello, Borago e infine Cassone, dove sono sceso per raggiungere Malcesine via lungolago.

Ore 12,30 la traversata Malcesine – Limone

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Battente bandiera benacense…

Traghettare è un’esperienza veramente piacevole, erano anni che non lo facevo e mi ero scordato quanto sia panoramico il Garda visto dal mezzo… inoltre, sia all’andata che al ritorno si passa davanti a tutto il paese di Malcesine, esattamente sotto al Castello, ed io che non ho mai avuto una preferenza per l’uno o l’altro dei magnifici borghi del Lago, per un attimo ho vacillato pensando che forse Malcesine sia il più spettacolare.

L’arrivo sulla sponda bresciana genera sensazioni uniche.

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Limone sul Garda

Limone sul Garda è Grecia, è Liguria, è Costa Azzurra, è Merida, è Tenerife… o forse sono queste ad essere Limone: alla nostra latitudine fa sempre strano ritrovarsi dentro scorci quasi tropicali, con piante di agave e bouganville, e tutto intorno a noi, quelle limonaie a picco sulla “scogliera”.

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Limoni… sul garda…

Sapete cosa vi dico? durante questo viaggio, strada facendo, della “destinazione del giorno” mi ero già scordato mille volte. Infatti ho perso la cognizione del tempo, diciamo che sarà stata l’una e mezza.

Ormai c’ero e l’ho percorsa per la curiosità e per raccontarvi tutto ciò che mi ha suscitato.

Effettivamente in diversi punti il fatto che la passerella sia completamente staccata dalla roccia è visibile, e percependo ciò sono certo che qualcuno in bicicletta non sarà tranquillo, e si fermerà scendendo di sella per camminare.

Io che non ho avuto questo problema alle ore 14 inizio la passerella, alle ore 14,05 finisco la passerella.

Giusto il tempo di realizzare che da lì in avanti, verso Riva del Garda, la strada è persino peggio di come la ricordavo (mi è riaffiorato alla mente il brivido delle gallerie di quella volta che ho fatto il Tour Tremalzo completo da Riva in senso orario….) che ho girato la bici e in altri 5 minuti sono rientrato a Reamol.

la ciclopedonale di Limone sul Garda vista da vicino
Mediterraneo?

Alle 14,40 bevevo una birra sul lungolago di Limone, alle 15,10 ho preso il traghetto di ritorno a Malcesine.

Tecnicamente 3 ore da imbarco a sbarco al porto di Malcesine, incluse foto, filmati e giretto del paese di Limone (a proposito, necessaria per i non allenati la e-bike).

Prendetela così quest’opera, e resto in tema “operistico”: questa attrazione (perché di questo stiamo parlando, qui non si parla di infrastruttura come dovrebbe essere una vera ciclabile circumlacuale, ma di pura attrazione turistica) sembra l’acuto finale, un “Vincerò” intonatissimo, che però è posizionato all’inizio della romanza, ed è per ora isolato da tutto il resto.

Vale certamente la pena di dedicarle tutto l’entusiasmo e l’attenzione, oltre che una gita a vederla, magari non solo per la passerella in sé ma anche per il tanto che la circonda, augurandomi che fra coloro che hanno potere di rendere vero il sogno del “giro del Lago di Garda in bici” …Nessun Dorma!