Innovazione tecnologica per la coltivazione convenzionale e biologica tra mondo ortaggi, frutta e olio. Queste le linee guida dell’edizione di Fruit & Veg Innovation in programma alla Fiera di Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio prossimi, in concomitanza con Fieragricola, rassegna internazionale dedicata all’agricoltura.

La manifestazione – che è  nata a maggio 2016 dall’unione di Fruit Innovation di Fiera Milano e Fruit&Veg System di Veronafiere – si prepara al secondo appuntamento dopo il successo ottenuto questo maggio a Milano durante TUTTOFOOD.

L’ortofrutta, con una produzione lorda vendibile di 14 miliardi di euro e un export pari a 4,9 miliardi, è un segmento chiave del made in Italy agroalimentare. Fruit & Veg Innovation si integra all’interno di Fieragricola nella convinzione che il primo passo verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale debba compiersi in campo, per estendersi poi a tutta la filiera.

Fruit & Veg Innovation occuperà il padiglione 8 di Veronafiere come una vetrina specializzata sull’orticoltura, la frutticoltura e l’olivicoltura e le le aree tematiche saranno quattro: vivaisticatrattamentoraccolta e servizi.

Altro elemento caratteristico della manifestazione è l’innovazione tecnologica al servizio del biologico: in Italia la produzione biologica conta oltre 1,8 milioni di ettari coltivati e circa 73mila operatori e, riguardo all’ortofrutta «organic», la crescita dei consumi nella sola grande distribuzione organizzata ha ritmi superiori al 28%. Si tratta di un comparto strategico, determinante anche secondo la recente Carta del biologico di Bergamo, sottoscritta proprio per dare rilievo a questo tipo di coltura come strumento di trasformazione dei sistemi mondiali per il contrasto ai cambiamenti climatici e per la lotta alla fame.

All’interno di Fruit & Veg Innovation sarà presente anche una vetrina specifica dedicata alla coltivazione dell’olivo. L’obiettivo del nuovo piano nazionale infatti è estremamente ambizioso: incrementare in maniera significativa la produzione italiana di olio extravergine di oliva (dalle 300 mila tonnellate su cui ci si sta assestando in questi ultimi anni ad almeno 600 mila) senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in particolare l’uso dell’acqua.