La strada che preferisco per arrivare a Borghetto sul Mincio scende dal paese di Monzambano e costeggia il fiume Mincio, che pochi chilometri indietro spartisce le preziose acque del Garda con il canale Virgilio, diramandosi via via in un sistema di canali e “seriole” adatto a coprire le necessità di irrigazione della pianura che si apre dopo il velo delle colonie moreniche.

Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo   Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo

Non a caso quindi, la lieve valle che si percorre è ricca di colture e vegetazione e dà l’idea esatta di
trovarsi in una zona di pregio dal punto di vista paesaggistico.
Anche Borghetto rientra nella tipologia dei cosiddetti borghi fortificati, per la presenza del ponte Visconteo, collegato con il sistema di mura del , che domina il panorama. La morfologia e l’aspetto del borgo non possono prescindere da questa costruzione di proporzioni ciclopiche, che lo delimita da uno dei tre lati, e segna un angolo retto con il canale, altro limite allo sviluppo urbano di questo piccolo borgo.
Baluardo difensivo dei confini orientali del Ducato di Milano, è stato anche sede di guarnigioni e teatro di battaglie in epoca napoleonica e in seguito durante le guerre d’Indipendenza, sorte in ogni caso comune alla maggior parte dei paesi che incontreremo in questo nostro viaggio.

Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo
E’ un borgo incantevole, minuscolo ; le sue quattro case, un tempo mulini che sfruttavano facilmente la forza della corrente e che sono diventati ora locali turistici, restano sospese sulle rapide che il fiume, diramandosi sotto le arcate che le sostengono, forma proprio in quel punto.

Borghetto viene letteralmente invaso durante la bella stagione da comitive di persone ansiose di scattare la loro foto ricordo.

Essendo molto fotogenico, è quindi meta molto ambita, che funge quasi da palestra, anche per tutti quei fotografi amatoriali che non si accontentano di uno scatto fatto di corsa durante una gita, ma che al contrario tornano sul posto cercando condizioni di luce particolari, in periodi diversi dell’anno, e magari in momenti in cui si presenta meno affollato, per rappresentarlo al meglio delle loro possibilità tecniche ed espressive.

Non c’è ricerca di un punto di vista “originale”: le inquadrature infatti sono obbligate e si ripropongono pressoché uguali da un fotografo all’altro, da uno scatto all’altro, cosa che si può verificare facilmente scorrendo gli accounts sui più popolari social networks.

 

Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo  Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo
Questa sorte tocca a molti monumenti e località italiane, dai più famosi al mondo come il Duomo di Milano o il Colosseo, dalle Cinqueterre alla costiera Amalfitana, ad altri ancora noti “solamente” a livello nazionale.

Nell’area geografica di cui ci stiamo in questi mesi occupando, vale a dire i dintorni del Lago di Garda, non mancano gli esempi, oltre a Borghetto, di questi luoghi iconici, scoperti fotograficamente da qualche pioniere del mondo virtuale che li ha divulgati rendendoli attraenti e riproducibili all’infinito: il castello di Malcesine, già rappresentato da Goethe il 14 settembre 1786, la via della Scala Tonda di Tremosine, le rocce affioranti della Jamaica Beach di Sirmione ed il borgo medievale di Canale di Tenno solo per fare qualche esempio……

 

Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo  Borghetto sul Mincio, meta obbligata per il fotografo