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Una delle cose che mi affascinano di più del Lago di Garda è il fatto che le sue sponde toccano tre regioni molto diverse tra loro. Lombardia, Veneto e Trentino regalano scorci meravigliosi e mai uguali, luoghi da scoprire e storie di popoli da raccontare. Oggi vi portiamo alla scoperta dell’elegante e armoniosa Trento.

Il Lago di Garda spalanca le porte verso il cuore delle Alpi. Un territorio dove il rispetto per la natura è sempre al primo posto, dove il buon cibo e l’amore per le tradizioni non mancano di certo.

Il centro storico della città di Trento è nobile e austero, accoglie i turisti con una sapiente fusione di architetture differenti, dallo stile romanico-gotico a quello dell’epoca moderna. Attraverso le sue chiese, i monumenti e i palazzi, Trento sprigiona ad ogni angolo un pezzo della sua storia, e tra le sue vie si nascondono tesori sconosciuti, leggende e curiosità che meritano di essere scoperti.

Il Castello del Buonconsiglio.

Trento: cosa vedere nella città più a nord del Lago di Garda.
Castel del Buoncosiglio – Trento

Il castello è un vero e proprio complesso monumentale formato da varie strutture di epoche diverse, amalgamate in maniera ottima tra loro. La parte più vecchia è il Castelvecchio con il suo mastio e la sua Loggia Veneziana dalla quale è possibile ammirare una stupenda vista sui tetti della città in una bella giornata soleggiata.

In epoca successiva fu aggiunto il Magno Palazzo grazie a Bernardo Clesio che visse a cavallo tra il Quattro e Cinquecento e fu colui che diede il maggiore impulso culturale, politico ed economico alla città e promotore del Concilio di Trento. La parte più recente, si fa per dire, risale al 1600 con la Giunta Albertiana.

Il castello termina con la Torre Aquila con i suoi dodici affreschi di epoca medievale (anzi undici: il mese di marzo è andato perso in un incendio) che rappresentano i mesi dell’anno e raccontano sia la vita nobiliare che la vita contadina di Trento e dintorni.

Contrada Todesca.

Via del Suffragio, la riconoscerete per il suo lungo portico, è parte della Contrada Todesca che raccoglieva oltre via del Suffragio, anche via San Marco e Piazza della Mostra (proprio di fronte al Castello).

Pensate che questa strada, nel Duecento veniva chiamata Contrada dei Cappellari per via di alcune botteghe artigianali, specializzate in produzione di cappelli ed è nel Cinquecento che venne chiamata Contrada Todesca: era qui che abitavano soprattutto i tedeschi ed era una via molto trafficata per la forte presenza di osti, guidatori di carrozze e convogli ed era qua che si fermava a dormire e a mangiare la gente di passaggio.

Basilica Duomo di San Vigilio a Trento.

Trento: cosa vedere nella città più a nord del Lago di Garda.
Piazza Duomo con la fontana del Nettuno, sullo sfondo il Duomo, la Torre civica e il museo diocesano

Il maestoso Duomo di S. Vigilio a Trento, dedicato al patrono della città, si affaccia sulla piazza principale. Costruito sulla tomba del Santo, nel corso dei secoli il duomo ha subito varie modifiche e ricostruzioni, con l’aggiunta di elementi gotici e barocchi. Oggi è un edificio complesso ma armonioso, in cui gli stili gotico e barocco danno vita ad interni ricchi e unici. Tra sculture lignee, tele e decorazioni, sul transetto nord spicca la Ruota della Fortuna, il grande rosone che illumina la navata, mentre ai lati delle navate, due scale rampanti permettono di raggiungere i campanili.

Palazzo Pretorio a Trento.

Il Palazzo Pretorio e la Torre Civica di Trento si trovano in centro e si affacciano su Piazza Duomo, il ritrovo principale della città: si tratta di monumenti maestosi e tutti da scoprire, ricchi di storia e perfetti da visitare in una mezza giornata. Il Palazzo Pretorio risale al 1220 e nel corso dei secoli è stato adibito a prigione, tribunale, sede del Comune e sede dei vescovi. Oggi domina il centro di Trento e ospita il Tesoro della Cattedrale e il Museo Diocesano Tridentino, i cui quadri narrano le vicende del Concilio di Trento. 

La Torre Civica, di fianco al Palazzo, con il suo grande orologio scandisce il tempo di Trento da sempre, ma nasconde un passato tenebroso: la campana della Renga, custodita al suo interno, annunciava le condanne a morte sulla piazza su cui si affaccia.

Villa Margon: la più bella residenza nobiliare extra moenia di tutto l’arco alpino.

Villa Margon è una delle più importanti residenze signorili costruite nel Cinquecento nelle vicinanze di Trento. La villa, sorta in località Margon alle pendici del Monte Bondone (m. 452), fu edificata verso il 1540-50 per iniziativa della famiglia di origine veneta Basso. Dimora estiva nobiliare e luogo di villeggiatura, la residenza sorge in un paesaggio di rara bellezza ed è immersa in un grande parco di circa 135 ettari.

L’interno si articola in una serie di sale affrescate da importanti cicli pittorici che rappresentano documenti preziosi della pittura del Cinquecento in Trentino. Si tratta degli affreschi relativi alla vita e alle gesta dell’imperatore Carlo V, che si vuole sia stato ospite della villa, di scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e di un ciclo dei Mesi.

I Palazzi Storici di Trento.

Lasciamo alla nostra destra via del Suffraggio per percorrere via Manci, una via molto più larga e ariosa rispetto a via del Suffraggio e via San Marco. Con via Manci inizia l’epoca d’oro della città: il Rinascimento.

Grazie ai principi vescovi Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, la città di Trento conobbe il suo massimo splendore ed essi furono gli artefici della trasformazione dell’impianto urbanistico secondo i parametri rinascimentali, ristrutturando o costruendo ex novo i palazzi.

Tra i maggiori palazzi c’è Palazzo Salvadori, prima testimonianza architettonica di questo periodo e costruito intorno al 1515. Una particolarità: successivamente furono aggiunti sulla facciata due medaglioni per ricordare il martirio di San Simonino.

Altro palazzo è Palazzo Galasso (o del Diavolo), costruito dalla famiglia Fugger e la leggenda vuole che il signor Fugger, per poterlo costruire e sposare poi una bella fanciulla, strinse patto col diavolo. Una volta terminato il palazzo riuscì a liberarsi del malvagio, sposando così la bella donzella e godersi la nuova casa.

Il Muse: museo delle scienze.

Il MUSE è uno dei 10 musei più visitati in italia con oltre 600.000 ingressi l’anno. Progettato dall’architetto Renzo Piano che, con il profilo della struttura, ha voluto richiamare l’andamento frastagliato delle montagne trentine e in particolare delle Dolomiti. Anche il percorso espositivo del Muse usa la metafora della montagna per raccontare la vita sulla Terra. Si inizia dalla cima: terrazza e piano 4 ci fanno incontrare sole e ghiaccio, per poi scendere ad approfondire le tematiche delle biodiversità, della sostenibilità, dell’evoluzione, fino al piano interrato e alla meraviglia della serra tropicale. Per ulteriori info cliccate qui.

Il museo dell’areonautica Caproni. 

Trento: cosa vedere nella città più a nord del Lago di Garda.
Museo dell’areonautica Caproni – Trento

Il Museo espone la prima collezione aeronautica al mondo, costituita negli anni Venti del Novecento. Sin dai suoi primi anni di attività, Gianni Caproni decise di conservare all’interno delle sue officine alcuni fra i suoi aerei più importanti, anziché procedere alla loro dismissione e al riutilizzo dei materiali per altre costruzioni. Questa scelta, nel 1927, maturò nella fondazione del Museo a Taliedo, in provincia di Milano. La sua sede a Trento fu inaugurata nel 1992. Per ulteriori info cliccate qui.

Altri aneddoti e curiosità di Trento.

Trento non è solo ricca di storia e bellezza, è un luogo sorprendente che trabocca di aneddoti che vale la pena conoscere. Oltre alle leggende della Fontana dell’Aquila, ecco altre curiosità di questa città:

  • In un confessionale in Santa Maria Maggiore sarebbero incise un gruppo di sette cifre per indicare il disprezzo che Martin Lutero nutriva per il Presidente del Concilio: Maledetto Madruzzo Martino Mai Muterà Meglio Morire!
  • Piazza Pasi, la vecchia piazza delle Opere dove si teneva il mercato delle verdure, nasconderebbe ancora il tesoro del barbaz seppellito da Brenno, secondo alcuni il fondatore della città.
  • Via delle Orne deriva il nome da un’unità di misura per liquidi, l’orna appunto, che corrispondeva a circa 64 litri ed era usata dagli artigiani locali per la costruzione delle botti per il vino.
  • Si chiama “Man” la zona situata tra Villazzano e l’Adige, che prende il nome dal latino manes in quanto si ritiene che fossero venerate le anime dei morti.
  • Al semaforo tra via Vanga e via Pozzo si trovava la Casa della Catena, di fattura medievale, chiamata così perché un tempo una catena bloccava la navigazione notturna del fiume.

Hotels – Ristoranti – Experience a Trento.

Come per tutto il Lago di Garda anche a Trento ci sono tantissime strutture nelle quali soggiornare, dai piccoli e curati B&B fino ai resort con centri wellness e servizi beauty, nella sezione dedicata agli alberghi a Trento trovate tutte le informazioni per cercare l’alloggio a voi più congeniale.

Lo stesso discorso vale per i ristoranti, a questo link trovate la nostra selezione di ristoranti a Trento. Ricordandovi che il Lago di Garda offre diversi ristoranti stellati e la qualità della proposta culinaria è molto alta.

Sono molteplici le attività e le esperienze da poter fare a Trento e sul Lago di Garda, per questo vi consigliamo di visitare la sezione dedicata alle esperienze sul nostro magazine cliccando qui.

Come arrivare a Trento.

In auto:

Per auto, moto e camper la via di riferimento è l’Autostrada Brennero-Modena A22, collegata a sud con la A1 Milano-Napoli e la A4 Milano-Venezia. Dalla A22 si diramano le strade statali per raggiungere ogni vallata. La rete viaria del Trentino presenta generalmente strade ampie e comode, e le condizioni di percorrenza invernali sono tenute sotto costante controllo.

In treno:
Tutti i treni a lunga percorrenza italiani ed europei fermano nelle due stazioni principali delle città di Trento e Rovereto.

In aereo:
Chi viaggia in aereo può atterrare a Verona, Bergamo, Venezia o Milano e raggiungere il Trentino in un tempo compreso tra una e due ore scegliendo tra l’autonoleggio, i servizi di bus-navetta o il trasporto ferroviario.

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