Brescia. Foto di Stefano Maraggi.
Brescia. Foto di Stefano Maraggi.

Brescia non è solo città industriale e operosa attiva in molti settori (non a caso è la terza area industriale italiana); è molto di più: offre monumenti storici di rara bellezza che non tutti conoscono, e negli ultimi anni ha cominciato a far notare il suo lato artistico e culturale, che si sposa perfettamente con la modernità del suo carattere economico e tecnologico. Scopriamo assieme questa fantastica città!

Brescia: tremila anni di storia.

Fondata oltre 3200 anni fa, Brescia fu la capitale dei Galli Cenomani e poi divenne una splendida colonia romana con il nome di Brixia. Per 400 anni fu parte della Repubblica di Venezia – ne è un chiaro esempio la tipica architettura veneta di Piazza della Loggia – poi divenne austriaca dal 1815 al 1859. E proprio sotto la dominazione dell’Austria Brescia fu soprannominata “Leonessa d’Italia”, per i dieci giorni di resistenza agli austriaci durante il Risorgimento Italiano.

Brescia, quindi, è una città che ha continuato a svilupparsi per circa tremila anni, con diversi stili architettonici che si sono susseguiti nel corso dei secoli. A tal proposito Philippe Daverio, noto critico d’arte, ha affermato che a Brescia è presente “la più potente stratificazione storica del Nord Italia”.

Brescia, Patrimonio dell’Umanità e il Foro Romano.

A pochi chilometri dal Lago di Garda, oltre a Mantova e Verona, abbiamo anche la bellissima Brescia che merita di essere scoperta per le sue ricchezze storiche, culturali e artistiche. Infatti il 25 giugno 2011 l’UNESCO ha dichiarato Brescia come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Tale riconoscimento è dovuto all’area monumentale del Foro Romano e al complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia, entrati a far parte del sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”. La serie comprende sette località sul territorio italiano in cui sono custodite testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell’arte longobarda.

Per chi non lo sapesse, il Foro Romano di Brescia era l’antica piazza principale del centro cittadino di Brixia, a partire dal I secolo a.C. e in seguito completato da Vespasiano. Questo complesso archeologico monumentale conserva i maggiori edifici pubblici di età romana del Nord Italia, come il Capitolium, il Teatro Romano e il Santuario Repubblicano.

Gran parte della piazza originale oggi è ricalcata da Piazza del Foro, mentre i resti della maggior parte degli edifici sono stati riportati alla luce all’esterno o nei sotterranei dei palazzi che circondano attualmente la piazza.

Per info e biglietti ingresso al complesso del Foro Romano cliccate qui.

Un tesoro da scoprire: il Castello sul Colle Cidneo.

Verso il centro storico della città sorge il Colle Cidneo, il luogo del primo insediamento (età del Bronzo). E proprio sulla sua sommità si erge in tutta la sua potenza il “Falcone d’Italia”, fulcro difensivo del luogo nonché teatro, nel 1849, delle famose dieci giornate di Brescia (il periodo di rivolta contro l’oppressione austriaca).

Il castello cinquecentesco è una delle più grandi e meglio conservate fortezze del Nord Italia e per raggiungerlo basta fare una passeggiata a piedi di 15 minuti, partendo dall’area archeologica (via dei Musei). È scontato dire che arrivati in cima si può godere di una vista mozzafiato sulla città.

Un lussureggiante quadrilatero verde, ricoperto da numerosi alberi, abbraccia il castello circondato da mura difensive. Al suo interno dominano la Torre Mirabella e il Mastio, edificato dai Visconti di Milano nella prima metà del ‘300.

Nel complesso si trovano anche il Museo del Rinascimento e il Museo delle Armi, con pezzi unici di artiglieria del XV e XVI secolo. Da non perdere poi una visita all’ala sinistra del castello, dove si trova una vera locomotiva a vapore.

Per info e biglietti dei musei cliccate qui.

Piazza della Loggia.

Senza ombra di dubbio il primo luogo da visitare è Piazza Della Loggia, uno dei punti nevralgici della città, a cui è anche legata una delle pagine più buie della recente storia d’Italia.

La loggia da cui la piazza prende il nome è l’inconfondibile edificio bianco con tre archi e la cupola a forma di carena, che domina una grande facciata di marmo bianco riccamente scolpita. Edificata nel 1492, oggi è la sede degli uffici della giunta comunale. All’interno, un grande scalone rinascimentale porta al primo piano, al Salone Vanvitelliano, progettato appunto da Luigi Vanvitelli nel 1773.

Sul lato opposto alla loggia si trova la Torre dell’Orologio, realizzata nel 1540 e famosa per i Màcc de le Ure (i matti delle ore), le due statue di bronzo che ogni ora colpiscono la campana. Sulla torre spicca un grande orologio meccanico del 1544 che indica anche le i segni zodiacali e le fasi lunari. Alla sinistra della torre svetta l’edificio del Monte di Pietà vecchio, del 1484: sulla facciata si trovano una serie di iscrizioni di epoca romana recuperate durante gli scavi in questa zona.

Di sabato la piazza ospita il mercato, e tutto l’anno è il ritrovo perfetto per un caffè ai tavolini e per un po’ di shopping nei negozi sotto i portici. Oltre alla lapide commemorativa, una serie di formelle nella strada che dalla Piazza porta al Castello ricorda l’attentato terroristico fascista del 28 maggio 1974, in cui una bomba uccise 8 persone e ne ferì 102.

Piazza Paolo VI o dei due Duomi.

Dopo aver visitato Brescia potrete dire di essere stati in una delle poche città al mondo che può vantare non uno, ma ben due Duomi. Piazza dei Due Duomi, è una bella piazza medievale nel cuore della città. Su questa piazza si affacciano: la Cattedrale Estiva di Santa Maria Assunta, chiamata duomo nuovo (aperta al pubblico nel 1825 e inconfondibile grazie alla sua facciata barocca di marmo e alla cupola che, con i suoi 80 metri, è la terza più grande d’Italia), e la Concattedrale Invernale di Santa Maria Assunta, chiamata duomo vecchio (edificato nel secolo XI per volere di una corporazione di muratori, ad oggi è il più grande tempio circolare architettonicamente in stile romanico ad oggi visitabile dai turisti).

La piazza ospita inoltre il Palazzo del Broletto con la sua inconfondibile torre in pietra merlata: l’edificio pubblico più antico della città, realizzato a partire dal 1200.

Museo di Santa Giulia.

Sempre rimanendo in tema di luoghi di grande interesse storico e artistico, potete visitare il Museo di Santa Giulia (esteso su un’area di ben 14 km quadrati). Unico in Italia perché sorge al posto del monastero femminile di S. Giulia e racchiude una basilica longobarda, una chiesa del ‘500 e i resti delle domus romane.

Questo museo testimonia la vita quotidiana, artistica e spirituale di Brescia dalla preistoria ad oggi, con 11.000 reperti. Il tour può iniziare dal pianterreno, dove si trovano le domus dell’Ortaglia, dai pavimenti in mosaico perfettamente conservati e molti affreschi alle pareti: sono case di epoca romana, dal I al IV secolo d.C., che si affacciano su di un orto e un giardino.

La chiesa di San Salvatore è uno degli edifici longobardi più importanti in assoluto e fu realizzata nel 753 d.C. dal Re Desiderio come simbolo della sua monarchia. Merita una visita per le sue ricche sculture, tra cui due lastre di marmo con dei pavoni.

Si visita poi la chiesa di Santa Maria in Solario, l’oratorio delle monache, che da qui assistevano di nascosto alle funzioni. Risale al XII secolo e al piano inferiore custodisce una lipsanoteca, una cassetta d’avorio del IV secolo d.C. usata come reliquiario.  Al piano superiore la sala è tutta affrescata, dalla volta di stelle alle scene sulle pareti. Qui si trova la Croce di Desiderio, una croce del IX secolo d.C. con decori longobardi e romani e ben 212 gemme.

Tra i reperti romani che circondano il chiostro rinascimentale si trova la vittoria Alata di Brescia, una figura di bronzo realizzata indicativamente nel I secolo. d.C., che raffigura una donna con le ali da angelo, avvolta da un mantello. È stata scoperta nella zona del Capitolium nel 1826, ed è l’unico caso di statua di bronzo conservata alla perfezione nell’Italia settentrionale; a causa del fatto che il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell’Impero Romano, tutti i simboli pagani infatti furono distrutti. Questa Vittoria è arrivata fino a noi perché fu nascosta in un’intercapedine del tempio.

La Pinacoteca Martinengo.

La pinacoteca Tosio Martinengo custodisce una collezione di 480 opere degli autori più importanti dal 1200 al 1800, tra cui i protagonisti del Rinascimento, da Raffaello a Lotto, e i massimi esponenti dell’Ottocento tra cui Canova e Hayez. Il percorso si snoda lungo 21 sale espositive; e tra le opere da non perdere vi sono quelle di Raffaello: L’Angelo del 1500, il Cristo Redentore Benedicente del 1505 e la Madonna con il Bambino del 1520. La collezione comprende anche una serie di arti decorative tra cui medaglie, smalti, avori e oreficerie. La raccolta si è arricchita nel corso del tempo, e oggi ospita anche dipinti giapponesi e cinesi. Per info e biglietti cliccate qui.

Il Teatro Grande e i suoi Eventi annuali.

Il Teatro Grande di Brescia, fondato nel 1640, oggi è il teatro più importante della città e Monumento Nazionale. Dalla fine dell’800 in poi ha messo in scena le opere liriche più celebri della tradizione italiana e qui ci fu la Prima della “Madama Butterfly” di Puccini. Assieme alla città di Bergamo, ospita ogni anno il Festival pianistico Internazionale e la Festa dell’Opera.

Gli ambienti del teatro si visitano su prenotazione e permettono di scoprire la storia e lo sfarzo di questi luoghi. La sala delle statue contiene 16 statue di gesso degli artisti più importanti italiani e bresciani, tra cui Giuseppe Verdi.  Il foyer è una sala con decori sfarzosi del ’700, ritrovo nell’Ottocento di fumatori e giocatori. Il salone della scenografia si trova al primo piano sul palcoscenico: qui venivano costruite e progettate le scene dei fondali. La sala grande, il meraviglioso salone centrale di questo teatro, è stata realizzata nel 1810 a forma di ferro di cavallo e comprende cinque ordini di loggiati, di cui tre palchi e due gallerie. Nel passato ospitava la borghesia e la nobiltà e l’ultimo piano era destinato al popolo. La sala è dominata dal rosso granata delle tappezzerie e da una serie di decorazioni di cartapesta e legno intagliato in oro e avorio. Il soffitto è decorato con affreschi e stucchi dorati e sul fondo della sala c’è il palco reale, con una decorazione interna neoclassica che è ancora quella originale del 1810.

Per info e programma spettacoli teatrali cliccate qui.

Il fascino della Brescia sotterranea.

Brescia sotterranea si può scoprire tramite l’associazione Brescia Underground (per info e tour cliccate qui). Brescia Sotterranea è un percorso alla scoperta di tutto ciò che si nasconde sotto il livello della strada, con vari percorsi che comprendono fiumi, canali, rogge. Il percorso principale dura circa 2 ore, e parte proprio sotto Piazza Loggia, con guide che spiegano passo tutte le curiosità, e la storia di questo livello sotterraneo della città.

L’Associazione Speleologica Bresciana permette di visitare anche i sotterranei del castello di Brescia, scoprendo torri, gallerie e bastioni con visite guidate di vari livelli che permettono di accedere alla gran parte degli ambienti sotterranei tra cui la torre, il magazzino dell’olio, le cisterne di acqua e le polveriere (per info e tour cliccate qui).

Le altre Chiese di Brescia.

La Chiesa di Sant’Agata, in Via S. Agata 31, è stata realizzata a partire dal 1300 ed ha un portale rinascimentale con due statue barocche. All’interno si ammira un perfetto esempio di armonia tra stili quattrocenteschi e cinquecenteschi, con affreschi e stucchi del ‘600. Questa chiesa è stata rimaneggiata più volte, ed oggi si può ammirare la sovrapposizione di stili, armoniosamente omogenei. Una decorazione in terracotta policroma e le tre ampie volte a crociera sono gli elementi gotici della chiesa; le cappelle della navata risalgono invece al ‘500 e gli interni sono dominati da meravigliosi affreschi del 1683, uno dei primi esempi di decorazione barocca a Brescia. Sull’altare maggiore si trova il Martirio Di S. Agata In Croce, realizzato da Francesco Prata da Caravaggio.

La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli è un vero e proprio tesoro dell’arte rinascimentale e si trova in centro, in corso Martiri della Libertà. Questa chiesa fu edificata nel 1488 per custodire l’immagine miracolosa della Madonna col Bambino che si trovava in un affresco fuori da una casa proprio da queste parti. La facciata della chiesa, in marmo di Botticino, è stata decorata con grande maestria da Gian Gaspare Pedroni con motivi sacri e profani.

La Chiesa dei santi Nazario e Celso è una delle chiese più grandi di Brescia e si trova in Via Matteotti. È un classico esempio di struttura neoclassica, a iniziare dalla facciata, sorretta da otto grandi colonne corinzie, e dal portale principale con il timpano ricurvo. All’interno, questa chiesa si compone di cinque cappelle e custodisce delle opere d’arte molto preziose come la Madonna con Bambino e Santi Lorenzo e Agostino del XV secolo, e il Polittico Averoldi, di Tiziano Vecellio, che risale al 1522. L’origine di questa chiesa è medievale, ma nel corso dei secoli è stata ampliata e arricchita, fino a quando è stata rifatta completamente nel 1753 in stile neoclassico.

Le specialità eno-gastronomiche di Brescia.

La cucina di Brescia è gustosa e saporita, a base di carne, latticini, e cereali, tra cui spicca la celebre polenta taragna, in un territorio che riserva vini di eccellenza, ​con tantissimi​ Doc.

Si può partire dall’aperitivo, il Pirlo, da gustare nei locali del centro, con scorza di limone, vino bianco, bitter rosso, seltz, accompagnato dal bertagnì (baccalà fritto).

Gli antipasti sono un trionfo di salumi e formaggi, e tra i primi sono da provare i Malfatti, gnocchi con pane, latte, burro, uova, spinaci freschi e noce moscata, lessati e conditi con burro e salvia.  I Casonsèi bresciani sono deliziosi ravioli fatti in casa, con ripieno di carne o verdure, insaporiti da burro e salvia fresca e grana. I Gnoc de la cua, gnocchi molto saporiti grazie ai perùch, che sono erbe spontanee da raccogliere nelle malghe estive a inizio maggio, e all’abbondante formaggio di Case di Viso nell’impasto – sono tipici della Valcamonica. I Caicc de Brè, grossi ravioli con un ripieno ben sostanzioso, composto da carni bollite e arrostite di diverso tipo, salumi, biete, erbette, noci, uvetta, aglio, prezzemolo e amaretti. La Foiada, un rombo di pasta all’uovo condito con burro e formaggio, cosparso di formaggio e spezie, è tipico della Valsabbia.

Tra i secondi tipici di Brescia da assaggiare il manzo cotto in olio extravergine, che richiede una lunga cottura e ha la consistenza di una crema, e lo stracotto di asino, cotto nel vino e insaporito con cipolle e concentrato di pomodoro. La polenta taragna, ricca di farine tipiche come quella di grano saraceno, accompagna spesso i secondi piatti. Senza dimenticare lo spiedo bresciano, tipico piatto costituito da pezzi di carne di vario tipo quale maiale, pollo e coniglio, uccellini e patate infilzati su lunghi spiedi, localmente detti ranfie, e messi a cuocere a fuoco molto lento in appositi forni rotanti per diverse ore, condendoli con abbondante burro fuso, salvia, pezzi di lardo, sale e altri aromi. La Bariloca, ricetta originaria di Barbariga, è un piatto unico tradizionale che sposa gallina nostrana, funghi e risotto. Il Rustignì, una frittatona generosa e calorica, fatta con burro, uova, cipolla e formagella non troppo stagionata – gustosa e versatile, può essere arricchita a piacere con salame, verdure e tutto quello che la dispensa offre (nacque proprio per utilizzare gli avanzi). Il Sisam, nasce sulle sponde del lago di Garda e fu ideata dai pescatori per conservare il pesce. Regine del piatto sono le piccole alborelle (meglio note come aole), fatte essiccare sulle stuoie al sole e poi fatte sobbollire con cipolle, aceto e zucchero. Il risultato è una conserva salata che, dopo un adeguato riposo sott’olio in vasi di terracotta, va servita su fette di pane casereccio o polenta abbrustolita.

E i dolci? I più tradizionali sono la bussolà, la persicata, il biscotto bresciano, la fritüra del lat, la patùna, magari da provare alla Pasticceria Veneto, del pasticcere bresciano Iginio Massari, nominato il Miglior Pasticcere del Mondo al World Pastry Stars di Milano. La bussolà, dal veneto salvagente, è un dolce tondo con il buco al centro a base di burro, lievitato e profumato, mentre la persicata è una deliziosa gelatina in tocchetti di pesche e caramello. Il biscotto bresciano è semplice e nutriente, e secondo tradizione è poco dolce e perfetto da inzuppare.

È difficile poi citare un solo vino di Brescia, perché la zona della Franciacorta offre vini per tutti i gusti e di ottima qualità. Comunque, il vino Bresciano autoctono è il bianco Invernenga, disponibile in produzione limitata. Tra gli altri, da assaggiare il Garda classico il Botticino, il Lugana. Ovviamente, tra gli spumanti il docg Franciacorta.

Come arrivare a Brescia.

In auto:

Sull’asse autostradale A4 Milano – Venezia, uscita Brescia Est.

In treno:

La stazione di Brescia è la stazione principale della città, situata sulla linea ferroviaria Milano-Venezia, risulta stazione capotronco delle linee per Lecco, Cremona, Parma, oltre che della linea per Edolo di Ferrovienord.

In aereo:

Aeroporto Gabriele D’Annunzio, Montichiari a 20 km da Brescia – Aeroporto di Verona Villafranca a 50 km da Brescia – Aeroporto di Bergamo a 50 km da Brescia – Aeroporto di Milano Linate a 100 km da Brescia – Aeroporto di Milano Malpensa a 150 km da Brescia.

Hotels – Ristoranti – Experience a Brescia – Lago di Garda.

Sul Lago di Garda ci sono tantissime strutture nelle quali soggiornare, dai piccoli e curati B&B fino ai resort con centri wellness e servizi beauty. Nella sezione dedicata a dove dormire trovate tutte le informazioni per cercare l’alloggio a voi più congeniale.

Lo stesso discorso vale per dove mangiare, a questo link trovate la nostra selezione di ristoranti. Ricordandovi che tutto il Lago di Garda e le sue città offrono diversi ristoranti stellati e la qualità della proposta culinaria è molto alta.

Sono molteplici le attività e le esperienze da poter fare sul Lago di Garda, per questo vi consigliamo di visitare la sezione dedicata alle esperienze sul nostro magazine cliccando qui.

Alla prossima cari Outdoors!

Silvia Turazza – Redazione Garda Outdoors

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