Una passeggiata sul MONTE BRIONE come terapia dell’anima.
Tramonto dal Monte Brione.

Una bella camminata per immergersi nei propri pensieri la potete trovare fra i gradoni che portano sul monte Brione (376 m s.l.m.); un colle che divide il comune di Riva del Garda dalla frazione di Linfano (provincia di Arco – TN), alle cui pendici si trova anche il fiume Sarca (immissario del lago di Garda). L’omonimo biotopo è stato istituito ad area naturale protetta nel 1992.

Si parte lasciando comodamente l’auto al parcheggio di Viale Rovereto/Porto San Nicolò (Riva del Garda) e da lì sale il sentiero alternandosi fra bosco e meravigliosi terrazzamenti piantati ad uliveto.

Gli scorci che questo sentiero lascia intravedere del lago di Garda tolgono letteralmente il fiato. Vi sentirete come immersi in un grande fiordo con il mare davanti. Vi saprà ammaliare da ogni lato lo osserviate, come una ninfa dell’antica Grecia: di rara bellezza, benefattrice e fertile per la natura che la circonda.

Una passeggiata sul MONTE BRIONE come terapia dell’anima.
Ultimi raggi di sole sul Monte Brione.

E’ una magnifica passeggiata da fare anche con i vostri bambini oppure con i cani. Non è difficile, non è esposta, ed ha un dislivello massimo di 190 m.

Lungo il percorso sono presenti anche i resti di alcune fortificazioni costruite dall’esercito austro-ungarico tra il 1862 ed il 1911. Affascinanti per gli appassionati di storia della Grande Guerra e nascondigli perfetti per i giochi dei bimbi.

Una passeggiata sul MONTE BRIONE come terapia dell’anima.
Foce del fiume Sarca.

Ma come mi è solito fare, ritorniamo a noi e a questo viaggio nell’esplorazione del sé.

Vi confesso di aver vissuto molte peripezie, sia in amore che in famiglia. Ci sono stati dei giorni in cui le varie sfortune non mi hanno davvero lasciato respiro. Mi sono fatta le domande più ovvie, che almeno una volta a tutti noi è capitato di porci: “perché a me?” – “cosa ho fatto di male?”. La risposta è che non sarei la Silvia di oggi senza le curve a gomito, i burroni, le frane e gli attacchi che ho superato. Ho imparato a rafforzarmi attraverso queste esperienze di lutto e separazione, trasformandole in opportunità di crescita, comprensione ed acuizione della mia sensibilità. Il mio bagaglio più prezioso, quello che mi ha aperto tante porte e mi ha fatto fare pace con il mondo attraverso questa parola magica: l’accettazione. L’accettare che la vita è fatta di molti saliscendi e che a volte toglie senza pietà e senza motivo.

Grazie al trekking ho molto meditato, accogliendo la natura umana di certi comportamenti e cercando di approfondirli con ogni mezzo, anche un semplice video tutorial su YouTube postato da qualche luminare. La comprensione è l’aiuto più grande per il superamento di certe dinamiche sociali e amorose che ci hanno fatto soffrire. Credetemi.

Il consiglio che ci posso dare è senz’altro questo: seguire i tempi del nostro corpo per guarire e rinascere. Le piante non impiegano poco tempo per fiorire e la stessa cosa vale per la nostra anima. Se dovessi spiegarvi con una figura questo concetto, userei un’icona degli arcani maggiori del Tarot: la Temperance (Temperanza). Essa rappresenta un angelo che ci ricorda che dobbiamo rallentare ai tempi della natura, che è un potente guaritore. Ci ricorda che è importante il “come” lo facciamo, con amore e cura per i dettagli. Infine porta con sé un messaggio ricco di positività:

“ciò che il cielo protegge, nulla di ciò che è umano può impedire che si realizzi”.

Per fare propri tutti questi ragionamenti, una bella camminata outdoor è sicuramente un primo passo. Ci permette di stare soli con noi stessi e di dedicarci tempo di qualità sia per il fisico che per lo spirito.

E non dimenticate di continuare ad emozionarvi, nutrendovi delle cose che più vi piace fare. Nei momenti down bisogna “impasticcarsi” di capsule che aiutano il buonumore: le nostre passioni. E se in quel momento ci sembra di non averne nemmeno una, provare comunque a fare qualcosa di nuovo, di inesplorato e lasciarsi andare alla curiosità. È così che si crea la nostra salvezza: non delegandola al futuro, ma regalandocela nel nostro presente, anche se dobbiamo lottare ed imporci.

Dobbiamo essere come scriveva la poetessa Edith Irene Södergran in conclusione ad una sua meravigliosa poesia:

“….

Io sono una fiamma che cerca vivace,

sono un’acqua – fonda – ma audace fino al ginocchio,

sono fuoco e acqua in rapporto leale,

e senza condizioni.”

Nei momenti difficili state con qualcuno che sia orgoglioso di voi, che vi porti rispetto e che accetti i vostri silenzi. Circondatevi delle persone che vi vogliono bene, degli amici, dei familiari. L’affetto che respirerete vi darà energia buona per tornare a sorridere. Non dimentichiamo che dopo la tempesta accade sempre, sempre, ciò che esprime questo bellissimo proverbio islandese:

“il sole risplende in ogni goccia di pioggia”.

Una passeggiata sul MONTE BRIONE come terapia dell’anima.
Tramonto dal Monte Brione.

Vi lascio con questi versi di Albert Camus, che riassumono l’istante in cui pensiamo “sono guarito”, in cui finalmente ci sentiamo leggeri e voraci di vita:

“Nel cuore dell’inverno 

ho scoperto 

che vi era in me

un’invincibile estate.”

Testo e foto di Silvia Turazza.

Mi trovate su facebook alla mia pagina blog “c’è un pò di silviezza

Su Instagram: silvia_turazza

4 COMMENTI

  1. Passeggiata tranquilla, meno fatica e più meditazione, ispirata anche dalle belle foto.
    È un piacere leggerti!

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