Quello che stiamo per intraprendere è un viaggio di lunga durata compreso in uno spazio relativamente ristretto. Quando ci siamo incontrati per conoscerci  _lo scorso agosto_, Walter Sestili ha accennato per la prima volta al tema che sto per illustrare, suscitando subito il mio interesse; la sua idea assolutamente condivisibile parte dall’affermazione che il bacino di influenza del Lago di Garda non deve essere limitato alla zona costiera, ma andare da Trento all’entroterra gardesano del basso lago, comprendendo paesi come Lonato, Solferino, Monzambano, fino a Mantova.

Introduzione al Viaggio alla scoperta dell'entroterra Gardesano      Introduzione al Viaggio alla scoperta dell'entroterra Gardesano

Da molto tempo frequento queste zone: un paesaggio collinare ordinato e lindo, cosparso di piccoli gioielli e abitato da persone che lo amano, dimostrandolo nella cura che dedicano alle loro campagne, case e paesi, e hanno nell’associazionismo per la tutela, lo sviluppo e la promozione delle attività e dei prodotti locali una ricchezza non comune (1).

Alla Scoperta dell’entroterra gardesano

Nei prossimi dieci mesi mi sposterò lungo l’anfiteatro morenico a sud del lago, passeggiando alla riscoperta di altrettante località, da Pozzolengo a Borghetto sul Mincio, includendo anche Montichiari, cittadina ormai di pianura, che però può rappresentare una gradita sorpresa per chi non la conoscesse.

 

Introduzione al Viaggio alla scoperta dell'entroterra Gardesano

Oltre all’indispensabile attrezzatura per le riprese, sarà molto utile poter disporre di un paio di scarpe comode, nella migliore tradizione della fotografia di paesaggio, e di una curiosità nei confronti del territorio nei suoi angoli noti e meno conosciuti.
Vista la natura della rubrica sarà un viaggio fotografico, non una guida turistica o un atlante, con il semplice scopo di accendere _o in alcuni casi ridestare_ l’interesse verso una zona geografica precisamente connotata ed omogenea che ha con il lago un rapporto di simbiosi, non di dipendenza o semplice contorno.

(1) Il riferimento iconografico principale, omaggio alle Persone che l’hanno fortemente voluto e creato, è lo splendido volume “Il Bosco è del Gufo” di Margherita Dal Prato e Marco Santini, pubblicato nel 2015.