L’inizio del 2018 non poteva essere più propizio per brindare con una tipologia di vino che proprio da quest’anno troveremo lungo tutto l’arco lacustre e oltre. Parliamo del Garda, doc riconosciuta nel 1996 per dare valore ai vini varietali di dieci note denominazioni dell’area gardesana tra Lombardia e Veneto: Valtènesi, San Martino della Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valpolicella, Valdadige, Durello e Soave per un totale di 31.500 ettari. La novità? L’etichetta e il nome Garda doc designerà spumanti ottenuti da uve a bacca bianca e rosati a bacca rossa, ancora più piacevoli se sorseggiati in riva al lago.

La vocazione spumantistica in Veneto è rinomata.

Sul Garda attualmente si producono 7 milioni di bottiglie con diversi nomi legati alle dieci doc. I vitigni di elezione su un’area di 27.889 ettari in provincia di Verona e di 3.211 ettari nelle provincie di Mantova e Brescia sono Garganega, Trebbiano, Pinot grigio e Chardonnay e, per i rosati, Corvina, Merlot e Pinot nero. Le nuove bollicine firmate Garda, presentate a Mantova a Festival Letteratura lo scorso settembre, prevedono due versioni: Garda che indica lo spumante da vitigni a bacca bianca e Garda rosé ottenuto da uve a bacca rossa.

Cosa cambia?

In alto i calici con le bollicine Garda docSecondo Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio Garda doc, “mettiamo a sistema una produzione già esistente. L’obiettivo è arrivare a 20 milioni di litri nel giro di 5 anni”.Lo spumante Garda Doc si propone come tipologia centrale della denominazione che va a riunire, come denominatore comune, quei 7.000.000 di bottiglie che sono già spumantizzate in zona sotto vario nome, puntando a una crescita ulteriore, utilizzando come trampolino di lancio le sponde del Benaco, meta di turisti da tutto il mondo e in particolare dalla Germania” aggiunge Luciano Piona, presidente del Consorzio Garda Doc. Il via libera al Garda spumante con nuova etichetta distintiva è stato dato dalla produzione legata alla vendemmia 2017, qualche cantina lo propone dal 2016. Di fatto da febbraio marzo lo vedremo in forma più diffusa.

Tante sfumature di Garda doc.

Nelle cantine, enoteche, ristoranti e wine bar troveremo tipologie vinificate con metodo classico o charmat. Fresco, esuberante o delicatamente aromatico, fruttato o suadente, presenteranno un ampio bouquet espressivo, visto il vasto bacino di produzione e lo stile particolare di ogni cantina, che si muoverà comunque nel rispetto del disciplinare di produzione della doc.

Come riconoscerlo.

Non solo il nome ma anche il logo crea un trait d’union con il lago che tanto amiamo. La grafica scelta dall’agenzia O,Nice Design e in particolare da Stefano Torregrossa riproduce le onde del Lago di Garda e richiama i filari di vigneti sulle colline ma anche il movimento delle bollicine.