Anello ciclabile Arco Torbole Nago: due ruote, il Lago di Garda e un giro che vorrai rifare all’infinito

Un anello di pochi chilometri unisce Arco, Torbole e Nago, e il tratto di recente apertura sopra Nago regala la vista più ampia del giro. Un percorso facile, adatto anche alle famiglie, che apre la strada verso la Valle dell'Adige.

L’anello che collega Arco, Torbole e Nago è uno di quei percorsi che danno molto chiedendo poco: circa quattordici chilometri, dislivello contenuto sui 150 metri, fondo scorrevole e una difficoltà che resta facile dal primo all’ultimo tornante. Si pedala in poco più di un’ora a ritmo tranquillo, e il tratto di recente apertura sopra Nago ha aggiunto al giro il suo momento più scenografico, là dove la strada smette di salire e il Garda compare tutto insieme.

Dove si parte e come si sviluppa il giro

Il punto di partenza naturale è il parcheggio Caneve di Arco. Da qui si segue la ciclabile lungo il fiume Sarca in direzione di Torbole sul Garda, su un tracciato pianeggiante che costeggia l’acqua e si lascia percorrere senza sforzo. Attraversato il centro storico di Torbole, si imbocca la salita verso Nago lungo la vecchia strada che porta il nome del paese, la Nago Vecchia: qui la pendenza si fa sentire per un tratto breve, qualche tornante in cui il lago resta alle spalle e si abbassa, mentre davanti compaiono le colline e le prime vigne.

Il tratto nuovo: il cuore panoramico dell’anello

La vera novità comincia alla rotonda principale di Nago. Da lì parte il collegamento ciclabile dedicato che riporta verso Arco evitando il traffico e le gallerie stradali. Il percorso passa sotto la statale attraverso un breve sottopasso ciclopedonale scavato nella roccia, all’altezza della curva della parabolica: una sessantina di metri al riparo, con i flussi delle bici e dei pedoni tenuti separati per chiarezza e sicurezza.

All’uscita il paesaggio cambia registro. La strada si affaccia sul versante aperto e il lago si distende sotto di te, con le montagne che lo chiudono sui lati. È il punto in cui viene naturale fermarsi un attimo prima di scendere. Da qui la ciclabile cala con pendenza regolare lungo tre ampi tornanti, pensati per restare dolci e gestibili anche con i bambini al seguito o con le borse cariche. Il tracciato ricalca il vecchio sedime della strada che scende verso la zona dell’ex porcilaia, in località Pratosaiano di Arco, e di lì si rientra al punto di partenza attraversando la campagna.

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Per chi è questo percorso

La risposta breve è: per quasi tutti. La pendenza dell’anello non chiede gambe allenate, e la parte impegnativa si riduce allo strappo della Nago Vecchia, comunque corto. È un giro che funziona per le famiglie con bambini già a loro agio in sella, per chi usa la e-bike e vuole un’uscita rilassata, e per chi cerca una pedalata breve da inserire in una giornata al lago o in parete. Allo stesso tempo ha abbastanza carattere da soddisfare anche chi va in bici da tempo, perché concentra in poco spazio tre paesaggi diversi: il verde fluviale del Sarca, la vivacità lacustre di Torbole, la dimensione panoramica di Nago.

Da Arco, l’anello è solo l’inizio

Chiuso il giro, ti accorgi che Arco non è un punto d’arrivo ma un crocevia. Dalla ciclabile del Sarca risali il fiume verso nord fino a Dro, e qui scegli: o ti infili nella Valle dei Laghi verso Pietramurata e il Lago di Toblino, con il castello affacciato sull’acqua, o tagli tra le Marocche di Dro, il paesaggio roccioso e lunare nato dalla più grande frana postglaciale delle Alpi, per raggiungere il Lago di Cavedine. Le due strade si ritrovano e, volendo, si chiudono in un anello a sé: un’altra gita, in un altro mondo.

Verso sud, in poche pedalate sei a Riva del Garda lungo un tratto facile che corre in parte a sbalzo sull’acqua. Da lì sale la Ponale, la vecchia strada scavata nella roccia che porta verso la Valle di Ledro, uno dei percorsi più amati di tutto il Garda. E se hai gambe per salire, da Riva si guadagna tra gli ulivi il Lago di Tenno, dal verde smeraldo.

Verso nord, infine, da Nago la rete punta alla Valle dell’Adige, in direzione Loppio, Mori e Rovereto. Sono itinerari di impegno diverso, dal pianeggiante alla salita vera: l’anello facile resta il punto di partenza, il resto lo scegli in base a quanta strada hai voglia di fare.

Qualche accortezza prima di partire

Vale la regola di sempre per ogni uscita in bici, anche breve. Conviene controllare le condizioni meteo aggiornate e lo stato delle ciclabili prima di muoversi, perché dopo la pioggia i tratti su fondo non perfettamente asfaltato possono farsi scivolosi, e in discesa sui tornanti panoramici serve un po’ più di attenzione. Portati con te l’essenziale per i piccoli imprevisti e parti con un margine di tempo. Per le emergenze il numero unico è il 112.

Domande frequenti

Quanto è lungo l’anello Arco–Torbole–Nago?
Circa quattordici chilometri, con un dislivello attorno ai 150 metri. A ritmo tranquillo si percorre in poco più di un’ora.

È adatto ai bambini?
Sì, è classificato come facile. L’unico tratto in salita è la breve rampa della Nago Vecchia; i tornanti di discesa del tratto nuovo sono ampi e regolari, gestibili anche con bambini già abituati alla bici.

Dove si lascia l’auto?
Il punto di partenza consigliato è il parcheggio Caneve di Arco, da cui parte la ciclabile lungo il Sarca.

Il percorso è tutto asfaltato?
Il fondo è prevalentemente asfaltato o comunque scorrevole. Alcuni tratti possono diventare scivolosi con la pioggia, quindi conviene un minimo di prudenza in discesa.

Walter Sestili

Destination Marketing manager dal 1998, innamorato del Lago di Garda e delle sue opportunità. Da qui nasce il progetto Garda Outdoors, un luogo dove la passione per questo territorio incontra la curiosità del turista per visitare e scoprire le bellezze del più bello e grande fra i laghi italiani.

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