Forse pochi sanno che anche nelle zone lacustri, in particolare nel comprensorio della Val di Ledro, si coltiva la patata viola. Un tubero di dimensioni limitate ma dall’aspetto fashion, caratterizzato da pelle color lilla scuro e polpa singolarmente violacea diffusa anche in altre, poche regioni italiane, che oggi i grandi chef propongono in abbinamento a piatti ricercati. Una rarità che ha recentemente conquistato o riconquistato il palato degli appassionati grazie a una gustosa iniziativa organizzata nei ristoranti ledrensi dal Consorzio Pro Loco del territorio. (I menu sono disponibili a pranzo che a cena il 07 e l’8 ottobre  presso i ristoranti aderenti e comprendono oltre le pietanze in menù, acqua, caffè e digestivo. Vino e altre bevande sono da conteggiare a parte. E’ gradita la prenotazione.)

Patate viola dalle Ande alla Valle di Ledro

La specie è antica e risale al Perù, in particolare alle Ande. A Ledro era coltivata anni or sono e si utilizzava per lo più nelle malghe, per realizzare gnocchi dall’aspetto estroso e succulenti, conditi con burro fuso, o una polenta saporita che però si distingueva rispetto a quelle tradizionali per il colore giallo-grigio-viola chiaro. Il tempo non è stato galantuomo con il tubero esotico, tant’è che in Val di Ledro la produzione ha rischiato letteralmente di estinguersi. Sarebbe stato un peccato e un controsenso agricolo: le patate viola della Valle di Ledro amano infatti il clima del Trentino e ben tollerano le temperature rigide o i suoli poco generosi.

Perché rinunciarci?

Se lo devono essere giustamente chiesto in molti in Val di Ledro, e a ragione. Ecco perché dopo anni di abbandono che poco lasciava sperare, è stata fatta un’opera di selezione e ricerca che l’ha reintrodotta in queste aree e in questi mercati. Gli chef hanno dimostrato di apprezzare, e i consumatori anche.

Riscoperta dagli chef

Una motivazione valida per apprezzare la patata viola non è costituita solo dal suo grazioso aspetto. Se la tonalità della polpa, infatti, incuriosisce, il sapore viene apprezzato per il richiamo alla nocciola o alla castagna e per la pastosità che la vede bene in zuppe, purea o nei tradizionali gnocchi. Nel Garda Trentino il momento è perfetto per richiederla abbinata alla carne salata, magari tagliata a fettine sottili e resa croccante da una veloce cottura in forno. Oppure in una zuppa che alcuni ristoranti propongono con il pane con molche, ovvero con una sorta di patè che rimane dalla spremitura delle olive per farne olio.

In Val di Ledro è tempo di patata viola

Tartare di carne salada con chips croccanti di patate viola

Non solo gusto ma anche benessere

La patata viola è digeribile e si distingue per le proprietà antiossidanti e antinvecchiamento. È infatti particolarmente ricca di antociani, di sali minerali come il potassio e di vitamine – in primis la vitamina C – e ha fama di contribuire alla prevenzione di tumori. Per apprezzarne al massimo i benefici meglio lessarla piuttosto che friggerla. Buon appetito!