Il faro di Desenzano del Garda

Il faro di Desenzano del Garda

L’entrata in funzione del faro di Desenzano risale alla fine del 1800, quando la sua lampada, riferimento per molte navi, era ancora a petrolio e sotto il controllo di un addetto che abitava nelle vicinanze.

L’edificio infatti non è abitabile, a differenza della maggior parte dei suoi fratelli maggiori che ancora oggi rischiarano le acque delle coste marine e che hanno non solo fatto navigare la fantasia di molti di noi, ma anche ispirato nel corso degli anni artisti e scrittori.

Ne è un celebre esempio Robert Louis Stevenson, autore scozzese di grandi romanzi di avventura, che fu _per così dire_ la pecora nera di una famiglia di ingegneri che per generazioni progettò e diresse i lavori di costruzione dei più arditi fari del Regno Unito (1): Yarmouth, Skerryvore, Eddystone, Bell Rock sono solo alcuni dei nomi che un appassionato del genere non può sentir nominare senza provare un brivido …  Anche la città di Desenzano è legata al suo faro, lo testimonia il fatto che non c’è cartolina o fotografia in cui non compaia; solo il Porto Vecchio lo contrasta nella supremazia dei suoi luoghi più simbolici.
Per rappresentare il fascino malinconico dei fari, con la loro posizione precaria a ridosso delle scogliere, nella primavera del 2007 la Galleria Civica di Desenzano ha ospitato una bellissima mostra di acquerelli intitolata I fari degli Stevenson, che mostrava le opere dell’artista Giorgio Maria Griffa, prodotte nel corso delle sue peregrinazioni lungo le coste britanniche alla ricerca di queste costruzioni. Per l’occasione fu riproposto il bel volume del catalogo degli acquerelli (2), corredato da schede tecniche e notizie utili per i lettori.
Per rendere in immagine un soggetto molto sfruttato, con l’intenzione di darne una visione personale, le due possibilità di cui un fotografo può a mio avviso avvalersi sono cambiare il punto di vista e scattare in condizioni di luce che non siano le stesse dell’iconografia corrente. Le possibilità offerte oggi dalla tecnica digitale permettono un’ulteriore intervento in post-produzione, ormai alla portata di tutti, a volte con risultati anche … pesanti.

Il faro di Desenzano del Garda

Il faro di Desenzano del Garda

E’ quanto ho voluto mettere in atto con le quattro fotografie del faro di Desenzano che corredano lo scritto, cercando un punto di vista privilegiato e momenti di passaggio della luce tra la notte ed il giorno o durante un colpo di vento, senza esagerare con gli effetti speciali (ma su questo punto so che è difficile mettere d’accordo tutti).
In questo modo ho potuto _spero_ portare a termine il mio scopo primario, cioè di riuscire a trasmettere a chi leggerà le immagini almeno un briciolo di quel senso di avventura che anche un piccolo faro di lago può far scattare, riferendosi ai suoi più famosi predecessori.

(1) Bathurst Bella, The Lighthouse Stevenson, HarperCollins, UK 1999
(Lo splendore degli Stevenson, trad. Pier Francesco Paolini, Robin Edizioni, Roma, 2008)
(2) Griffa Giorgio Maria, I fari degli Stevenson, Edizioni Nuages, Milano 2005