Centomila piante, pochi produttori, un broccolo dolce di cui si mangiano anche le foglie, la sopravvivenza dovuta a due venti che soffiano da nord e sud. Stiamo parlando del Broccolo di Torbole che è coltivato solo in una piccola valle nei comuni di Nago Torbole e Arco, in provincia di Trento. 

Sul Lago di Garda il Broccolo di Torbole, il figlio del vento
Infiorescenza di Broccolo di Torbole

Due produttori sono Matteo Briosi e Ivan Ghezzi, 23 anni ciascuno, che hanno deciso di salvare dal dimenticatoio questo broccolo conosciuto fin dai secoli scorsi. E, grazie alla loro intraprendenza e all’Associazione Broccolo di Torbole, oltre ai negozi e grande distribuzione del Trentino, il Broccolo viene commercializzato anche al Mercato di Verona.

Sul Lago di Garda il Broccolo di Torbole, il figlio del vento
Ivan Ghezzi e Matteo Briosi

“Il nostro Broccolo – spiega Matteo Briosi – cresce e sopravvive grazie ai due venti del Lago di Garda, il Pelér e l’Ora. Questi evitano che la temperatura scenda al di sotto dello zero e soprattutto che si formi la brina, che danneggerebbe il prodotto. L’area in cui il broccolo riesce a crescere è poco più di due chilometri quadrati. Qui siamo a poco più di 80 metri sul livello del mare, ma siamo circondati da montagne alte oltre 2000 metri”.

 

Che la temperatura, grazie al clima del lago, non scenda sotto allo zeroè testimoniato anche dalle coltivazioni di olivi abbarbicate sulle pendici delle montagne. Il Broccolo di Torbole è citato in antichi documenti, ma negli ultimi decenni era stato quasi abbandonato. Solo ultimamente è stato riscoperto, è Presidio Slow Food e ora ci sono dei giovani che lo coltivano. 

 

La semina in vivaio si esegue a maggio e il trapianto a fine luglio/primi di agosto. La raccolta parte dai primi di novembre e si protrae fino al mese di febbraio. Tutte le operazioni vengono fatte a mano, compresa la sarchiatura delle infestanti. Dopo un mese dal trapianto, si effettua una rincalzatura.

 

Sul Lago di Garda il Broccolo di Torbole, il figlio del vento

Gli unici input esterni sono una concimazione organica con letame prima del trapianto ed eventuali trattamenti con piretro o bacillus in casi di infestazione di cavolaia (Pieris rapae) o rame contro la peronospora. 

 

Per una buona produzione, l’agricoltore preferisce inserire il broccolo in una rotazione che comprende anche mais e patata. Il problema principale per lo sviluppo di questa coltura è la mancanza di terreni. Il turismo ha eroso ampie superfici per alberghi e appartamenti e per l’agricoltura, in questa stretta valle, di spazio ne è rimasto poco. 

 

“La raccolta – dicono Matteo e Ivan – è scalare; e tutti i giorni occorre entrare in campo e verificare quali infiorescenze siano pronte. Il Broccolo di Torbole è un genotipo caratterizzato da basso contenuto in zolfo, per cui anche alla cottura crea meno odore sgradevole rispetto al tradizionale. Anche le foglie sono tenere e dolci e, cuocendole, si possono mangiare”.

Il prodotto viene preparato in mazzi da 12 pezzi, più il cartellino identificativo di legge. I prezzi non variano molto, perché questo è un prodotto unico nel suo genere e che si distingue facilmente e sono sempre superiori a 1,60 euro/kg. 

Contatti:
Az. Agr. Matteo Briosi
Tel.: (+39) 334/7734131
Email: matteo.briosi@gmail.com


Autore e foto: 
Cristiano Riciputi
Copyright: 
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