Quando il Garda a Peschiera ritorna fiume, ecco che il paesaggio muta nelle verdissime sponde del Mincio, citate già da Dante, nell’Inferno: “Ivi convien che tutto quanto caschi ciò che ‘n grembo a Benaco star non può, e fassi fiume giù per verdi paschi“.

Dal Garda alla confluenza col Po, questa area protetta prende il nome di Parco Regionale del Mincio, istituito con legge regionale nel 1984. Circa 16.000 ettari di riserve naturali di grande bellezza.

Nel Parco del Mincio, in località Grazie di Curtatone, dove il fiume, giunto in pianura, rallenta il suo corso, si trova una delle più importanti zone umide d’Italia: la Riserva naturale delle valli del Mincio. Questo ambiente palustre è stato dichiarato dalla Convenzione di Ramsar (ufficialmente Convention on Wetlands of International Importance) “Zona umida di importanza internazionale“, quindi riserva naturale protetta, in particolar modo per gli uccelli acquatici.

Più di mille ettari di fitta vegetazione e canneti, dove trovano il loro habitat naturale l’airone rosso e l’airone cenerino, la garzetta, il falco di palude.

Un angolo d'Oriente lungo il Mincio Un angolo d'Oriente lungo il Mincio

Da qualche decennio i cambiamenti climatici hanno permesso anche al cormorano, eccellente pescatore, di essere stanziale in zona, comportando, purtroppo, un discreto danno agli allevamenti ittici.
Un angolo d'Oriente lungo il Mincio

Ma la particolarità che nella stagione estiva salta all’occhio, è una distesa, che sembra non avere fine, di fiori di loto. Un vero e proprio giardino d’Oriente, nato quasi per caso, ed ora parte imprescindibile del paesaggio del Lago Superiore di Mantova.
Un angolo d'Oriente lungo il Mincio Un angolo d'Oriente lungo il Mincio

Tutto iniziò dall’idea di una laureata in scienze botaniche, Luisa Pellegreffi, che negli anni ’20 del secolo scorso volle provare ad introdurre qualche rizoma di loto nelle acque limacciose del Lago Superiore. Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è una presenza meravigliosa, sia pur considerata infestante, di questo splendido fiore che dà il meglio di sé alla luce del tramonto. Infestante al punto di limitare in parte lo sviluppo di ninfee e canneti, ma così imponente da diventare un nuovo simbolo per la città di Mantova.
Un angolo d'Oriente lungo il Mincio

Questa insolita fioritura si può toccare con mano (ma non cogliere! Ricordiamo che siamo in un’area protetta) grazie al consorzio dei Barcaioli del Mincio. Nati e vissuti sul fiume, propongono escursioni naturalistiche nel cuore della Riserva Naturale, facendoci navigare lentamente tra i diversi canali, tra fiori di loto a migliaia, ninfee e canneti, e raccontandoci con la loro esperienza le storie del fiume, della flora e della fauna, di Mantova e dei Gonzaga. Ci mostreranno le caratteristiche della foglia del loto
Un angolo d'Oriente lungo il Mincio

illustrandone tutti i suoi possibili impieghi. Ci segnaleranno la presenza degli uccelli acquatici, descrivendoli meglio di Wikipedia. Ci racconteranno aneddoti e curiosità. Tutto con competenza e passione…

Ogni giorno, da marzo a ottobre, dal porticciolo di Grazie di Curtatone (nel parco dietro il Santuario), partono imbarcazioni idonee anche ai passeggeri disabili. Il costo di un’ora di escursione è € 8, molto ben spesi, se si predilige un turismo autentico e discreto. Luglio e agosto sono i mesi migliori per apprezzare l’esotica fioritura, ma, a detta dei barcaioli, anche gli altri mesi di navigazione offrono spunti di interesse da non perdere. Il Garda non delude mai, neanche quando cambia nome e aspetto…

Consorzio “I Barcaioli del Mincio”
www.fiumemincio.it

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